lunedì 18 ottobre 2021

Torno a parlare di... "FAITH" Roadies Series di ERIKA VANZIN a cura di Germana Trinca

Buongiorno, stamattina qui a Roma è davvero una splendida giornata, ma in realtà anche nel fine settimana sono state giornate autunnali davvero belle. 

Oggi torno a parlarvi del libro "Faith" della Roadies Series della bravissima autrice Erika Vanzin. 

Un'autrice con cui collaboro da tempo ed ogni volta le storie dei suoi libri sono sempre più belle. È sempre un grande piacere per me collaborare con lei. 

Di seguito vi lascio la trama del libro e la mia recensione completa. 

Sinossi 

Cercare di stare al passo con la vita frenetica in una città come New York non è sempre facile. Lo sa bene Faith che, appena uscita dalla piccola comunità in cui è cresciuta, è catapultata nel mondo frenetico e scintillante delle rockstar e della loro vita straordinaria tra i quartieri di Manhattan.
Michael è il chitarrista dei Jailbirds. Divide la sua esistenza tra donne, feste e musica, vive in un albergo ed è abituato ai lussi e ai pasti serviti dai migliori ristoranti.
Michael non ha un vero posto che può chiamare casa, Faith arriva da una famiglia dove deve dividere lo spazio con i numerosi fratelli.
Lui è abituato a jet privati e a suite presidenziali, lei non era mai salita su un aereo prima di atterrare a New York.
Michael non si è mai fatto da mangiare in vita sua, Faith non sapeva dell’esistenza del cibo da asporto.
Michael e Faith sono come il diavolo e l’acquasanta, ma una convivenza forzata li porterà a dividere un appartamento di sei camere che potrebbe essere troppo stretto per contenere due esistenze talmente diverse da fare scintille ogni volta che si incontrano.

Mentre la storia romantica all’interno di FAITH è autoconclusiva, la trama del romanzo è una continuazione degli eventi che cominciano in BACKSTAGE e PAPARAZZI (Roadies Series #1 e #2). È fortemente consigliato leggere BACKSTAGE e PAPARAZZI prima di cominciare questo romanzo.

Erika Vanzin

Nata a Valdobbiadene (Treviso) nel 1979. Scrive romanzi rosa e new adult. Risiede a Seattle (USA) dopo aver vissuto in diverse città del mondo, tra cui Londra. Nel 2014 ha frequentato la Scuola di sceneggiatura di James Franco a Los Angeles.


Vi auguro un buon inizio di settimana. 

Germana Trinca - Pensieri Sconnessi 

Sono molto felice di aver collaborato ancora una volta con Erika perché oltre al fatto che è una delle prime autrici con cui ho iniziato la mia avventura con il mio profilo legato al mondo dei libri, è anche decisamente molto brava. 


Vi accenno in breve qualcosa della trama... 

Nel terzo volume della Roadies Series ritroviamo i giovani ragazzi protagonisti della band musicale Jailbirds... 

Questa volta il protagonista indiscusso è Michael e di conseguenza anche la giovane Faith... 

Michael è un ragazzo intraprendente e svelto che passa da una storia all'altra, giusto il tempo di divertirsi senza però metterci il cuore... Questo finoba quando nella sua vita irrompe Faith. 

Lei è una giovane infermiera con un'educazione molto rigida a causa degli insegnamenti swvwri dei genitori. Lavora in un carcere minorile dove si recano i Jailbirds per fare un concerto all'interno del carcere per portare allegria a dei ragazzi che stanno scontando la pena per i loro comportamenti sbagliati... 
Nella sua vita irrompe all'improvviso Michael e scompiglierà nettamente il suo destino... 

Per i Jailbirds è un ritorno al passato, quello all'interno del carcere che li coinvolge molto personalmente e che ognuno di loro ha in qualche maniera cercato di dimenticare... 

Un ritorno in quel luogo a cui sono legati alcuni anni della sua vita che in Michael infonde molta tristezza... 

Un ritorno nel passato in cui però scoprirà un piacevole futuro... 

L'incontro tra Faith e Michael sarà come un fulmine a ciel sereno nelle loro vite... 


Ma non voglio dirvi più nulla inerente alla storia perché vorrei la leggeste voi così da scoprire voi cosa capiterà ai nostri nuovi protagonisti... 


Come iniziare la recensione? Beh è una storia assolutamente bella e ben scritta! 
L'autrice ha una scrittura fluida e la storia scivola via velocemente. Ci si ritrova alla fine del libro così velocemente... 

Una storia d'amore davvero carinissima, soprattutto per i due protagonisti, un po' agli antipodi a livello caratteriale e una storia alle spalle senza eguali...



Cosa accade quando due mondi opposti si incontrano? 
I fuochi d'artificio... 

Due protagonisti adorabili! 

Dal preciso momento che gli occhi di Michael e Faith si incrociano, le loro vite improvvisamente vengono illuminate dalle luci dell'amore... 

Come sempre questi protagonisti entrano prepotentemente nella tua vita, sconvolgendo così qualsiasi idea di normalità che ognuno di noi possa avere nella vita... E questa storia lo fa ancora di più... 


Una protagonista indubbiamente unica... 
Una ragazza sicuramente diversa da tante altre, con valori magari molto rigidi ma tuttavia rispettabili. 

La sua riservatezza e l'essere diversa da tutte, la colloca al primo posto nel cuore di Michael. 


Anche se inizialmente le loro vite sembrano diametralmente opposte, lei si abbondonerà totalmente tra le braccia di Michael... 


Lui ha una personalità dolce mascherata da latin lover... Ma in fondo non sono le notti di sesso che sogna, ma ben altro...


Michael sogna l'amore... 
L'amore vero che lo destabilizzi e che lo conduca verso la soglia più alta della felicità! 

"LA BACIO DI NUOVO, TENENDOLA STRETTA A ME E MI CHIEDO COME LA MIA VITA, PRIMA DI INCONTRARLA, POTESSE AVERE UN SENSO."

Tra loro scontri tra sguardi ricchi di emozioni e sentimenti...
E i loro battibecchi lentamente si trasformano in ben altro... 

Una storia dove le vite dei due protagonisti subiranno inevitabilmente dei cambiamenti... 


Una storia decisamente dolce e romantica che fa sognare chi crede nell'amore a prima vista ma anche a quelli che hanno (purtroppo) smesso di crederci... 

"NON METTERE UNA PERSONA NELLA CONDIZIONE DI POTER SCEGLIERE EQUIVALE A TENERLA PRIGIONIERA."


Se vi consiglio di leggere questo libro? Ma assolutamente si, e anche se si può leggere senza necessariamente aver letto i primi due volumi, io vi consiglio di non perderli perché così si ha un quadro più preciso di tutti i protagonisti! 

Grazie di cuore Erika per quest'altra bellissima collaborazione. 
È sempre un piacere leggerti e anche questa volta questo tuo nuovo libro mi ha tenuto compagnia e fatto trascorrere delle ore davvero piacevoli. 

Un libro che ho letto velocemente.
Una storia che entra in punta di piedi nel tuo cuore... 

Germana Trinca 
Pensieri Sconnessi 




Segnalazione nuova uscita "RELENTLESS" di KAREN LYNCH - QUEEN EDIZIONI

In collaborazione con la Queen Edizioni vi segnalo l'uscita in data odierna del libro "Relentless" di Karen Lynch. 

Di seguito i dati e le info del libro. 

Germana Trinca 

sabato 16 ottobre 2021

Cover Reveal "Il giglio nero" di Roberta Puglielli - Ode Edizioni

Buongiorno e buon sabato innanzitutto. 

Stamattina in collaborazione con la casa editrice Ode Edizioni vi presento la cover reveal del libro "Il giglio nero" di Roberta Puglielli. 

Vi lascio le info e la trama del libro. 

Vi auguro un buon fine settimana. 

Germana Trinca - Pensieri Sconnessi 


Titolo: Il giglio nero(vol.1)

Autore: Roberta Puglielli

Editore: ode edizioni

Genere: investigativo, gialli e thriller

Pov: 3° persona

Prezzo ebook: € 2.99

Prezzo cartaceo: € 12.99

Data pubblicazione: 20 ottobre

Pagine: 250

Serie: dilogia

Autoconclusivo: no


Sinossi: Stafford Graves è un affermato investigatore che ha rinunciato alla sfera privata pur di raggiungere i successi professionali.

Megan Black è una donna forte e determinata, ma con una vita già segnata dalla follia umana.

"Due gocce d'acqua nel fango della vita" sono le parole che Megan rivolge al freddo Stafford durante uno dei loro molteplici casi.

In una Londra cupa e indifferente una grande storia di umanità e amore.

Estratto: Le tue cicatrici sono la tua storia. Portale con orgoglio e non ti vergognare di loro perché sei molto più di questo e non ti rendi conto di quanto tu sia speciale

Biografia: Roberta è nata a Milano dove frequenta il Liceo Statale d'Arte Nanni Valentini di Monza e si diploma in Arte Applicata Sperimentale. Lavora e studia fino al 1994 quando si trasferisce a Pescara. Ha collaborato come libera professionista presso diverse case editrici e in particolare alla Giorgio Mondadori in veste di grafica pubblicitaria. Racconta di se stessa che quando scrive non smetterebbe mai di accarezzare la tastiera e quando danza non vorrebbe mai togliere le scarpe da ballo.

Accanita lettrice, si avvicina alla scrittura solo di recente, entrando nella comunità di Wattpad e con la sua opera, Il Giglio Nero, vince il contest WattpadAdvisorAwards 2018 per la Miglior Trama, il premio Pulitzer 2018  come Miglior Antagonista e si aggiudica il terzo posto nel contest Nuovi Talenti 2019. Con il sequel del Giglio Nero, Le Leggende di Londra, vince i Wattys 2019.


venerdì 15 ottobre 2021

"L'ULTIMA DELLA FILA" di CRISTIANA SERANGELI Edito CAPPONI EDITORE - Recensione a cura di Germana Trinca

Ho letto l'ultimo libro dell'autrice nei giorni scorsi. Anche questa volta, come per i precedenti libri, leggere questa storia mi è piaciuto tantissimo. 

Una storia d'amore ma non solo, c'è molto altro dentro, raccontata attraverso i pensieri e i ricordi della giovane protagonista di nome Chiara. 

"Un nuovo capitolo della mia esistenza sta per iniziare, la felicità questa volta sembra tangibile come rare volte lo è stata nella mia vita. La vedo davanti a me con le braccia spalancate e, a guardarla così da vicino, mi fa quasi paura. Ho paura che, avvicinandomie lasciandomi abbracciare da lei, possa stringermi troppo forte e io possa sentirmi soffocare."

All'improvviso un segreto irrompe nella sua vita ma, soprattutto è un segreto che lei nasconde in fondo al cuore, che la destabilizza e la scuote come fosse un ramo scosso dal troppo vento... 

Ed è così che Chiara si ritrova a rivivere momenti indimenticabili del suo passato, raccontando ogni sua cicatrice, ogni sua lacrima e ogni sua mancanza attraverso la storia incisa sulle pagine del libro. 

"Anche se provi ad apportare delle modifiche, spesso e volentieri la vita ha già deciso per te e non puoi far altro che accettare cosa ti è stato riservato."

Chiara è una donna per certi versi molto sofferente, dove però le sue fragilità diventano la sua forza. E così ogni volta ad ogni cambiamento si ritrova ben presto a mettersi in discussione. 

"Certe cose le senti non solo a pelle, ti rimbalzano nello stomaco, ti solleticano la gola, ti percorrono fino ad arrivare al cervello, dove le sensazioni si scontrano con la razionalità.
A perdere inizialmente questa battaglia sono le sensazioni ;a distanza di tempo, però, vincono sempre."

E così inizia a raccontarsi, pronta a sciogliere quei nodi che tiene chiusi dentro se... Condividendo le sue emozioni tra momenti di solitudine e delusione, di rabbia e paura. 

Ma non vi dirò altro, perché voglio che siate voi a leggere la sua storia... 
Che dire? Un'altra storia bellissima. Amo molto il suo modo di scrivere, che trovo sempre molto emozionante. 
Un testo melodico, dolce. Ricco di parole e frasi meravigliose che rendono il tutto ancora più profondo. 

Una protagonista in cui potersi riconoscere facilmente o da cui trarre l'insegnamento a non arrendersi davanti alle avversità che la vita a volte ti pone di fronte. 

"Da grandi è tutto più difficile, elemosini sentimenti che non hai mai avuto, che vorresti ricevere nel modo in cui ti sono sempre mancati, ma questo non accade e tu hai sempre più fame di carezze e di sorrisi, hai fame di un'importanza che ti viene negata e finisci per accontentarti di quel pochissimo che ti viene dato, non riconoscendo che è troppo poco."

Trasuda in ogni capitolo il dolore di Chiara. I suoi stati d'animo e la sua sofferenza li percepisci e la senti vicina, perché le sue parole sono descritte con una tale intensità da renderle quasi tangibili... 

"Proprio come nella vita, le illusioni fanno più danni della paura. Vogliamo raggiungere qualcosa, lo desideriamo con tutte le nostre forze e andiamo avanti inciampando in un'allucinazione dopo l'altra. La paura invece ti paralizza, ti fa
sentire impotente. Una paura la vinci solo se hai coraggio.
Un'illusione invece ti taglia le gambe e ti lascia con la salivazione azzerata quando si infrange contro la realtà.
Diventai grande quell'estate. Insieme alla felicità portai a casa una lezione per la vita."

Mi ritrovo in alcuni tratti nella protagonista da piccola. Forse per quella sua timidezza che è stata anche la mia, che la faceva rimanere sempre al margine delle cose... 

Quell'isolamento "forzato " che vuoi o non vuoi ti capita di portarti dietro e del quale ne soffri semplicemente in silenzio. 

"Chi ti ama ti viene a prendere...
L'amore arriva e con uno sguardo ti fa capire che si posa su solide fondamenta, lo senti a pelle..."

Alcune frasi rasentano la realtà in una maniera assurda ed una tra le tante, mi ha colpita ed è assolutamente vera. 
Anche se poi in realtà ce ne rendiamo conto solo dopo averci sbattuto contro la testa e raccolto i cocci di quello che resta... 

"Slegati da tutto quello che ti toglie il sorriso." 
"Anche se provi ad apportare delle modifiche, spesso e volentieri la vita ha già deciso per te e non puoi far altro che accettare cosa ti è stato riservato."

Sono davvero tante le frasi che Cristiana ha scritto su questo libro di cui mi sono innamorata. Naturalmente non mi è possibile trascriverle tutte, però hp cercato di selezionare quelle che leggendole mi hanno emozionato di più... 

"Ero fatta di silenzio solo perché dentro avevo un maremoto incessante."

E così dopo aver trascorso una difficile infanzia tra solitudine e la privazione di una famiglia, la protagonista si ritrova a vivere momenti in cui finalmente prova  cosa vuol dire essere amata. 

"La verità è che per rompere il guscio ci vuole coraggio e da soli non è facile, lo diventa quando hai una mano da stringere alla quale ancorarti in caso di caduta,
La verità è che, tra mettersi in gioco e proteggersi, è più facile mettere in atto la seconda.
Ti proteggi gli occhi dalla bruttura che possono regalarti le delusioni.
Ti proteggi il cure da chi entra con scarpe sporche e pesanti pronto a calpestarlo.
'Ti proteggi la vita perché hai bisogno di viverla nella sua
totalità, ma se sbagli i passi poi paghi un conto salato.
Gli altri si limitano a vederti, tu invece allo specchio al mattino ti guardi dentro e conti le ferite.
Se resti nel tuo guscio, non sarai mai felice e lo sai, ma almeno fai in modo che quelle ferite al mattino non siano triplicate."

Un romanzo con rose e spine che suscita sentimenti ed emozioni che arrivano al cuore. 

"Abbiamo l'anima agitata da un terremoto perenne... 
Hai bisogno di mani capaci di accarezzare ogni tua insicurezza."


"Il presente è sempre qualcosa che va goduto senza aggiungere altri elementi."

Una storia che racchiude molti sentimenti e l'amore allo stato puro. 
Una dolcezza infinita accompagna questa storia decisamente bella anche se a tratti emerge molta tristezza. 
Ma indubbiamente è stracolmo di tanta speranza!

Un'autrice bravissima e talentuosa. Ha una scrittura che colpisce, testi scritti poeticamente e originali. 
Emerge molta dolcezza dalle sue storie e le frasi che le racchiudono colpiscono, fanno riflettere e di sicuro non si dimenticano...

Cristiana, anche questa storia, come le precedenti mi ha catturata trascinandomi dalle primissime pagine e in poco tempo nella vita di Chiara, facendomi travolgere da ogni sua sensazione, debolezza e speranza. 

I miei complimenti perché ogni volta superi sempre di più le mie aspettative!
Ti auguro il meglio e non vedo l'ora di leggerti ancora.
Perché come capita, a volte, quando un libro arriva e colpisce, è difficile lasciarlo poi andare... 


Una delle tante domande che si pongono all'interno della storia è questa e io voglio concludere la recensione girandola a voi... 

" Alla felicità ci si abitua?" 

A voi il tempo di riflettere e darvi una risposta... 

Germana Trinca 

Cover Reveal "A New Beginning" di SARAH RIVERA

Buongiorno, finalmente è arrivato il tanto atteso venerdì. 

Stamattina sono molto felice di presentarvi la cover Reveal del libro "A New Beginning" Di Sarah Rivera in uscita il prossimo 20 ottobre. 

Di seguito la trana e le info del libro. 

Vi auguro una splendida giornata. 

Germana Trinca - PensieriSconnessi 


giovedì 14 ottobre 2021

Segnalazione "Apro gli occhi" di Dario Vergari e "Socc’mel" di Ivano Mingotti - BRÈ EDIZIONI

Buongiorno, voglio segnalarvi in collaborazione con la Brè Edizioni l'uscita di due libri. 

- "Apro gli occhi" di Dario Vergari

- "Socc’mel" di Ivano Mingotti

Di seguito le schede complete dei libri. 

Vi auguro una buona giornata. 

Germana Trinca - PensieriSconnessi 

Titolo: Apro gli occhi

Autore: Dario Vergari

Editore: Brè Edizioni

Pagine: 314

In ebook solo su Amazon a 3,99€ anche in KU

In carta a 15€ nelle principali librerie online e fisiche

Genere: romanzo noir-horror

Link Amazon https://amzn.to/3Ag9xrY

In vendita dal 26 settembre 2021


Sinossi

Un puzzle. Apro gli occhi è un romanzo puzzle, lo si capisce subito. Decine di caselle, frammenti, vite, persone, vicende, misteri, delitti, morti che diventano orrore puro, ma anche terrorismo, rivoluzioni, rivoluzionari, pazzi, santi, brave persone e mostri umani.

Dario Vergari, con rara abilità, ci porta in un viaggio tra i misteri d’Italia, vicende a tutti note che si mescolano tra fantasia e incubo, tra realtà e ossessioni in grado di portare alla pazzia i protagonisti di questo giallo horror. Aprite gli occhi, tutto sta per accadere!


Biografia

Dario M. Vergari nasce a Pesaro. Dopo studi scientifici muove i primi passi nel mondo artistico come compositore, tastierista e cantante del gruppo new wave The Drivers, per poi intraprendere la strada del musicista solista. Esperto fotografo e fin dai primordi dell’informatica appassionato di computer ed elaborazioni grafiche, si dedica ai viaggi e alla conoscenza di altre culture. Nel 2015 pubblica per la Montag il romanzo distopico REVNION, nel 2020 viene rivisto e ripubblicato con la Brè Edizioni, con la quale, nel 2019 aveva esordito con un romanzo di narrativa del futuro: PhoeniX. Negli ultimi anni è stato occupato a scrivere, parlare con i gatti, comporre musica e lavorare alla sua più grande impresa, la propria famiglia.


Estratto

Lo scheletro di Cesare si sveglia correndo nel bosco buio, si tasta le gambe, le braccia, il torace. Tutto regolare… ha un attimo di esitazione prima di portare le mani al viso. Cosa succederebbe se un dito si conficcasse in un’orbita vuota? Continuerebbe a urlare finché ha fiato, questo è certo. Per sua fortuna la faccia è ancora lì, molliccia, stropicciata e sudata. Non è un bell’incontro con sé stessi di primo mattino, ma quanto basta a capire di avere sognato, e di essere ancora abbastanza vivo. La sua faccia allo specchio conferma l’impressione, nessun morto potrebbe avere un aspetto più insalubre: occhi rossi, pelle flaccida, doppio mento e barba ispida. Tira fuori la lingua e con la velocità di un ramarro la ritrae disgustato. Si guarda la pancia che ormai da anni ha rinunciato a contenere entro limiti dignitosi.

«Che schifo invecchiare» confessa al tubetto di dentifricio. Getta un’occhiata sospettosa alla bilancia e poi con un piede le dà una spinta fino a rispedirla sotto il mobiletto degli asciugamani.

Occhio non vede, pancia non duole.


Uscire dal vagone ferroviario che ferma in Centrale, è come uscire da un’incubatrice incrostata di sonno e catarro da fumatore. Respira una boccata d’aria gelida e dribbla la folla per infilarsi veloce nella galleria della metropolitana.

“Sono troppo vecchio per fare questa vita” pensa scansando valige e borsoni. Mancano solo centoquarantaquattro giorni alla fine di maggio. All’inizio della temuta e agognata libertà. Scende a Missori, come sempre. Come sempre al termine della scala che porta in piazza Velasca l’odore di cipolla che proviene dalla vicina pizzeria gli travolge le narici, l’ombra della Torre gli manda un brivido su per la schiena.

«Salve, dottor Serafini» gli fa il portiere. Cesare grugnisce qualcosa come al solito, potrebbe anche recitare una preghiera o maledirlo in sumero. Quello non si accorgerebbe della differenza, indaffarato com’è a sistemare le buste della corrispondenza nel casellario alle sue spalle. Cesare sale in ascensore, è in notevole ritardo e quando esce al nono piano spera di riuscire a timbrare e a svicolare fino al proprio posto prima che lo Stroppanobili lo veda e si ricordi di avere qualcosa di perfettamente inutile ma necessario da fargli fare. Tanto per divertirsi a far valere il grado di superiore.

Lo stanzone dei comuni impiegati è vuoto. In giro nei corridoi non si vede anima viva, grave indizio di qualcosa che è venuto a turbare i rituali tribali dell’ufficio. Cesare tende l’orecchio, dalla stanza di Malerba, esce un vociare confuso. Vorrebbe ignorarlo e andare a seppellirsi fra i suoi faldoni, tuffarsi nel riportare cifre su colonne, calcolare percentuali e ammortamenti, interessi, semplici e composti, ma sa che è meglio essere al corrente delle novità, prima che qualche furbone sfrutti la sua ignoranza per, ben che vada, farsi gioco di lui. Cesare è sì un pavido, ma se preso in giro reagisce, talvolta in modo spropositato e inopportuno che lo fa sembrare ancora più strano di quel che è. Grazie al suo autocontrollo capita di rado, ma capita.

Entra nella stanza di Malerba dove tutti parlano a voce bassa. Lo guardano di sottecchi ma nessuno lo saluta. Cesare abbozza uno dei suoi rarissimi tentativi di togliersi dall’imbarazzo facendo dello spirito.

«Che succede, è morto qualcuno?» domanda alla persona più vicina, la signorina Villani.

Tutti si voltano verso di lui, alcuni mascherano una risata, altri scuotono la testa in disapprovazione, altri, maschi, si toccano le parti basse.

La signorina Villani dice: «Il commendator Carlomagno. Ieri notte. Un infarto si dice…» la Villani sta continuando a parlare ma Cesare non ascolta più. Pensa al fu direttore che da poco aveva offerto ai dipendenti della Finivel un generoso pranzo a buffet degno di una corte di nobili e Re.

Carlomagno Claudio Fabio Massimo. Era andato in pensione esattamente una settimana addietro, dopo quarant’anni vissuti da dirigente. Settantadue ore di lavoro alla settimana lo avevano mantenuto in vita, dodici ore di lavoro al giorno, che tramutate in ore di libertà lo avevano ammazzato in men che non si dica.

Il chiacchiericcio è ripreso, Cesare sente solo un fischio nella sua testa, quello del rapido che sta per arrivare, prossima fermata 31 maggio. Sarà di certo in orario.

Si avvia verso la sua scrivania, guarda la pila di pratiche da evadere con occhi diversi. Non più come medicina che dà un senso alle giornate, ma come un veleno omeopatico che anno dopo anno gli è entrato nelle ossa, mellifluo e infido. Nondimeno si tuffa nel lavoro, cos’altro potrebbe fare?

È talmente immerso nei conti che la voce di Stroppanobili lo fa sobbalzare sulla sedia, ha sempre il brutto vizio, sicuramente calcolato, di avvicinarsi di soppiatto alle spalle dei dipendenti.

«Dio pazzo. Serafini ti rendi conto? Sei qui che lavori aspettando solo il giorno in cui potrai goderti la pensione e poi…» si passa una mano all’altezza della carotide, che nel suo caso è un gozzo prominente da tacchino «poi ti ritrovi sotto qualche metro di terra senza neanche avere fatto la metà delle cose che volevi.»

Cesare alza la testa dalle carte e lo guarda, vorrebbe pestargli un piede, o dargli un calcio negli stinchi. Qualsiasi cosa per togliergli quel ghigno dalla faccia.

«Meno male che io, gli sfizi che voglio togliermi, me li tolgo subito. Chi gh’ha temp, che’l speta minga temp, Serafini. Ricordatelo eh, prima che diventi vecchio.»

Se ne va ridendo, un istante prima che Cesare perda davvero il controllo sui suoi piedi.

La signorina Villani nota la sua espressione e lo raggiunge reggendo al petto un voluminoso faldone, se lo sistema sull’incavo del braccio quasi volesse allattarlo.

«Ci verrai vero ai funerali domani? Ci saranno tutti, dicono che verrà anche il Pillitteri e il Craxi, ma io non credo. Inizieranno a San Nazaro, alle otto di mattino. Pover’uomo, dopo aver dato la vita per il lavoro non gli era rimasto più niente per cui vivere. Se almeno avesse avuto moglie, o figli. Ma dove lo avrebbe trovato il tempo? Era così operoso, pover’uomo…»

Pover’uomo per modo di dire, pensa Cesare. Si vociferava di un paio di ville a Cortina, una a strapiombo sul mare all’Argentario, una residenza a Favignana che avrebbe fatto invidia a un’aristocratica domus romana, per numero di stanze, piscine, terme, e servitori. Oltre naturalmente alla residenza milanese, degna di un uomo nella sua posizione.

La signorina Villani continua a parlare ma Cesare non ascolta, si limita ad annuire perché sa che questo basta a contentarla. Ha parlato di San Nazaro, dove lavora il tipo della pratica 283/92. Sarà la terza volta in pochi giorni che si incrocia con lui, dopo il primo incontro ufficiale per la richiesta di un prestito e l’incontro casuale in macchina.




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Titolo: Socc’mel

Autore: Ivano Mingotti

Editore: Brè Edizioni

Pagine: 184

In ebook solo su Amazon a 2,99€ anche in KU

In carta a 12€ nelle principali librerie online e fisiche

Genere: umoristico, dissacrante surreale fantasy

Link Amazon https://amzn.to/3BI9TsG

In vendita dal 2 ottobre 2021


SINOSSI


Pietro è un truffatore senza remore né paura; gode del brivido di fregare l'altro e di scamparla, e la sua vita è costellata da continue fughe e tradimenti. Un bel giorno, però, il mondo decide di finire. E Pietro non può certo truffare l'Apocalisse. Una tragicommedia ambientata nell’Italia attuale, mentre i Quattro Cavalieri danno fuoco al mondo e Gesù Cristo fa surf sulla Statale 33. Un romanzo dissacrante, divertente, per sorridere mentre si riflette su concetti profondi.




Biografia


Ivano Mingotti, classe 1988, è autore di romanzi, sceneggiatore e creator. Ha all'attivo 13 romanzi pubblicati per medio-piccoli editori, 3 sceneggiature teatrali depositate in SIAE e gestisce il canale Youtube “BookTopics” attraverso il quale intervista personalità di spicco del panorama nazionale italiano (tra gli altri Marco Rizzo, Cicap, Inaf, etc.). Ha gestito per anni le collane Nuove Luci e Idea di Amande Edizioni.



Estratto


Sì, Lui. Per la terza volta di fila passa davanti a casa mia pattinando sulla via, avanti e indietro. La veste lunga, di un bianco candido, una coroncina sulla testa, lunghi capelli sulla carnagione olivastra. Sì, schettina direttamente sul cemento. Peccato che non indossi nessun pattino, sta pattinando sulla strada a piedi nudi, così come camminava un tempo sull’acqua, a quanto si dice. Perché non può essere che lui.

Gesù Cristo.

Rimango sbalordito a osservarlo, il ciuchino che lo fissa mentre torna e va, torna e va di nuovo. Mi chiedo se sia qui per me o se si stia solo divertendo, certo la coincidenza è devastante. Tasto il bancone della cucina con la punta delle dita in cerca del bicchiere d’acqua lasciato poco prima senza scollarmi dalla finestra, e non riesco a slacciare gli occhi da Lui. È pure bravo, a pattinare. Insomma, mi verrebbe da dire che pattina da Dio, ma è troppo scontata come battuta.

Alla quinta volta che passa mi nota di sfuggita, e al suo ritorno fa un breve giro su se stesso tenendo i piedi a papera, quindi si mette anche Lui a fissarmi. Rimaniamo così per chissà quanto.

«Ehi!» mi strilla dalla strada.

Io mi guardo intorno, cerco alle mie spalle, quindi punto un dito sul mio petto, come a chiedere se si stia rivolgendo davvero a me.

«Vedi qualcun altro?» mi fa.

Scuoto la testa, no, è ovvio che stia parlando con me.

«Ti ho visto che mi spiavi» grida.

Gesticolo, gli faccio capire che no, non stavo assolutamente spiando. Quello viene più vicino, pattinando ora anche sull’erba del giardino, deviando per superare ciuchino con una manovra elegante, quindi arrivando alla finestra, a pochi centimetri dalla mia faccia. Batte sul vetro.

«Apri.»

Annuisco, e cerco un modo per girare la maniglia. Sono nervoso, impacciato, ho davvero difficoltà ad aprire.

«Va bene, ho capito» e batte le mani. Incredibilmente, la finestra mi si apre davanti, come se il vetro non fosse mai esistito, mentre una breve brezza prende a solleticarmi il viso. Sento l’odore di Gesù Cristo, è buono: non so che profumo mi ricordi, ma qualcosa di ricco, fruttato.

«Allora, perché mio padre ti manda a spiarmi?» mi chiede.

«No no, io...»

«Dai, per favore. Non c’è bisogno di fare tutti questi giri. Cosa ti ha promesso?»

«No no, sul serio, non la stavo guardando, io...» cerco di farfugliare qualcosa.

«Come no.»

«No no, glielo giuro!»

«Certo, stavi solo sorseggiando un bicchiere di vino guardando le nuvole in cielo, vero?»

«No no, è acqua!» mi volto per cercare il bicchiere e farglielo vedere. Lo prendo in mano, e appena mi volto per mostrarglielo il contenuto si rabbuia, diventa violaceo, è tale e quale al vino rosso. Porco cane.

«Eh lo so, succede.»

«Ma io...» farfuglio di nuovo. Porto il bicchiere davanti al volto, cerco di capire.

«Piaciuto? Te l’ho fatto addirittura no look. Figo, no?» sembra divertito.

«Sì, figo.»

«Assaggia, su.»

Annuisco. Porto il bicchiere alla bocca con una certa paura, quindi butto giù un sorso. Che Dio mi fulmini se non è Barbera.

«O preferivi un Sangue di Giuda?» mi chiede, divertito.

«No no.»

«Allora, perché mi vuol far spiare?»

«Non lo so, io ero soltanto...» non faccio in tempo a finire la frase che mi ficca un indice teso davanti alla bocca.

«Shhhh. Non c’è bisogno. So benissimo quanto può essere persuasivo mio padre, su. Che ti ha promesso, la vita eterna? Un posto alla sua destra? No, aspetta!»

«Cosa?» cerco di mormorare, con la bocca mezza tappata dal suo dito.

«Un attico in Paradiso. Ecco, lo sapevo, di nuovo. Santo cielo!» e finalmente mi toglie il dito dalla bocca.

«Io non...»

«No no no, lo capisco. Voi mortali siete così, non potete farci niente. Vi fanno una promessa, vi prendete bene, e tac, ci cascate. Che poi non capisco perché voglia farmi spiare. È la fine del mondo, potrò divertirmi un po’, no?»

Annuisco, sono decisamente spaventato: ho notato sotto il dito teso una delle due stigmate, in pieno palmo.

«Vabbè dai, perdonato, non ti preoccupare. Ma tu come ti chiami, hai detto?»

«Pietro.»

«Ah sì, Pietro. Bel nome eh. Eh, certo che... no no, scusami, solo brutti ricordi. Quando un amico ti tradisce così, sai...»

«Ti tradisce?»

«Sì sì, tradisce, tradisce. Ma roba di secoli fa, non preoccuparti. È che è un po’ una ferita aperta» e si strofina il mento con la mano, la stigma in bella vista.

«Eh, aperta» mormoro.

«Che devo dirti la verità, eh, dopo quella storia della crocifissione avevo anche una mezza idea di mandarvi tutti a fanculo e chiedere a papà il favore di mandarvi all’inferno, ma sai, mio padre non avrebbe mai accettato. Sai com’è, il suo grande piano.»

«All’inferno?» biascico.

«Sì, l’inferno. Sai, quello con le fiamme altissime, i diavoli che ti pungono il sedere, le punizioni. L’inferno, insomma. Te ne avrà parlato papà.»

«In realtà no.»

«Ma sì, Pietro, dai, lo so che usa sempre la minaccia dell’inferno con voi, non fare il timido. A me puoi anche dirlo, a volte è davvero antipatico. Sì, molto antipatico, a volte. È che quando sei lassù ti credi chissà chi e... capisci?»

«Certo, certo» butto giù un altro sorso di vino. Me ne servirebbe una bottiglia intera, diamine. Continuo a fissargli le stigmate, e dalla fronte ha cominciato a scendergli una lacrima di sangue.





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mercoledì 13 ottobre 2021

Segnalazione uscita "COME HAI DETTO CHE TI CHIAMI?" di PAOLA RUSSO - WORDS EDIZIONI

In collaborazione con la Casa Editrice Words Edizioni vi segnalo l'uscita del libro "Come hai detto che ti chiami?" di Paola Russo. 

Di seguito la trama e le info del libro. 

Germana Trinca - Pensieri Sconnessi 


TITOLO: Come hai detto che ti chiami?

AUTORE: Paola Russo

EDITORE: Words Edizioni

GENERE: Commedia romantica (slow burn/reverse age gap/geek romance)

FORMATO: Ebook (2,99 in offerta lancio a 2,69) - Cartaceo (15,90)



DISPONIBILE SU AMAZON E CON KINDLE UNLIMITED

A BREVE IN TUTTE LE LIBRERIE



Un nerd e la sua sexy vicina di casa.

Un incidente di percorso che nessuno dei due si sarebbe mai aspettato.



TRAMA


Bella, ma stronza.

Se a un campione random di persone venisse chiesto di descrivere Santana, con tutta probabilità sarebbe questo l’unanime giudizio. Editor e ghostwriter per professione, con una vita sessuale altalenante nel tempo libero, Santana non ha di certo nulla a che vedere con Michael. Anzi, Luke. Forse Ryan. No, ecco… Brian!

Insomma, col vicino nerd di undici anni più giovane, appassionato di D&D e Star Wars e, all’occorrenza, hacker, scassinatore e moonwalker professionista. Eppure, complici una notte ad alto tasso alcolico, una delusione d’amore e un tappeto che ha decisamente visto troppo, Santana e Brian si ritroveranno a condividere più di quanto avrebbero voluto.




BIOGRAFIA AUTRICE:


Un esordio da oltre 15.000 copie digitali quello di Paola Russo per Words Edizioni. Il suo primo romanzo, il chick lit “Che nessuno s’innamori”, è stato per mesi nella classifica best seller di Amazon. Torna ora con questa commedia romantica e due protagonisti fuori dagli schemi.


ESTRATTI


1. «Che simpatica che sei. Perdonami, come hai detto che ti chiami?»

Non l’ho detto, cerbiatto nano, pensò, carica di odio. «Mi chiamo Santana.»

«Santana?»

«Sì, Santana.»

«Davvero?»

«Davvero.»

«Ma che nome…»

«…del cazzo» completò Santana.

«No, no» ribatté Lily agitando le mani per negare con forza. «Volevo dire interessante… originale.»

«Secondo me, invece» ribatté Santana, «è proprio un nome del cazzo. Ma tant’è.»


2. Quando sentì suonare il campanello di casa, Brian si staccò dalla tastiera del computer, domandandosi chi potesse mai essere a quell’ora. Quando fu Santana a comparirgli davanti agli occhi, sul suo viso si allargò all’istante un sorriso ebete.

Vestita di tutto punto, truccata e con i tacchi alti, era ancora più bella del solito. Non fece in tempo a dire una parola, che lei lo anticipò con una domanda secca e inaspettata: «Hai alcolici in casa?»

Preso alla sprovvista, balbettò: «S-sì. Ho delle lattine di birra e una bottiglia di vodka aperta da poco.»

«Cibo spazzatura?»

Il ragazzo la guardò disorientato.

«Cibi industriali dallo scarso valore nutrizionale, pieni di sale o zuccheri in quantità notoriamente nociva per la salute» spiegò lei ulteriormente. Vedendolo ancora smarrito, gli schioccò le dita davanti alla faccia. «Ryan, sto parlando di patatine, snack e dolci vari.»

«Sì, certo» si ridestò il ragazzo. «Quelli ci sono sempre nella mia dispensa.»

«Bene» commentò lei, senza scomporsi. «Tu, alcol e cibo spazzatura. A casa mia. Tra venti minuti» ordinò.



3. Santana gli salì a cavalcioni sullo stomaco, affondandogli un dito nel petto. «Non azzardarti a morire sul mio tappeto.»

Brian sorrise, con una smorfia che era un misto di dolore e divertimento. «Non mi permetterei mai.»

«Bravo.» E gli assestò un buffetto su una guancia. Da lì la sua attenzione si spostò sulla bocca ancora sorridente del ragazzo e con un dito provò ad abbassargli quella parte di labbro inferiore che gli impediva di sorridere completamente.

«È colpa di alcuni nervi morti» spiegò lui. «Sono nato così.»

Santana osservò quell’imperfezione con curiosità. Con lo stesso dito prese a percorrere le labbra dischiuse di Brian, sfiorandole con un tocco leggero.

«Mi piace il tuo sorriso» ammise senza interrompere l’esplorazione. «Ha un che di… sexy.» Posò poi il dorso della mano sulla guancia coperta dall’accenno di barba e l’accarezzò fino ad arrivare al mento, da cui poi risalì per incontrare di nuovo le labbra col pollice.

«Ma lo sai, Ryan detto Brian…»

«Brian detto Ryan» la corresse.

Santana lo ammonì con uno schiaffetto sulla guancia. «Non mi contraddire.»

«Nossignora» rise lui.

«Bravo» commentò lei compiaciuta. «Dicevo. Ma lo sai, Brian detto Ryan, che sei proprio carino?»



4. «E ora, con la benedizione dei Guardiani dell’Universo – la razza aliena che da miliardi di anni mantiene l’ordine nelle galassie – dichiaro il nostro accordo ufficialmente suggellato.»

«Siamo benedetti nientemeno che dai Guardiani dell’Universo» commentò Santana divertita.

«Già, nientemeno.»

«Non per mettere in dubbio l’autorevolezza di una razza aliena che da miliardi di anni mantiene l’ordine nelle galassie, ma non mi pare che stiano facendo un gran lavoro qui sulla Terra.»

Brian scrollò le spalle. «Non si impegnano molto con le razze votate all’autodistruzione.»

«Severi, ma giusti.»




SULLA CASA EDITRICE:


Words Edizioni è una casa editrice che pubblica libri di diversi generi: romance, fantasy, thriller, narrativa, storici, libri per ragazzi. E lo fa nel modo più semplice possibile: ridando nuovamente importanza e spazio alla Parola, strumento che lega ogni libro al suo lettore, attraverso un lavoro accurato e di qualità sui testi e le immagini.


La Parola è il motore della nostra vita sociale ma è anche l’anima profonda di ogni romanzo, Leggere è un atto tanto comune quanto rivoluzionario. Perché un libro è spesso fonte di cambiamento, di ispirazione. Non si è mai gli stessi quando voltiamo l’ultima pagina di un testo. Per questo servono buone letture. Noi della Words Edizioni non ci accontentiamo di pubblicare libri. Vogliamo proporvi buoni libri. Vogliamo donarvi emozioni.


LINK AL SITO WEB: https://www.wordsedizioni.it