mercoledì 22 luglio 2020

BlogTour "VOCABOLARI E ALTRI VOCABOLARI" di Brina Maurer - MACABOREDITORE

Sono felice di presentarvi in collaborazione con Matilde Bella e la @macaboreditore la seconda tappa del BlogTour del libro "VOCABOLARI E ALTRI VOCABOLARI" di Brina Maurer. 

Di seguito a tutte le info e la biografia vi lascio il messaggio dell'autrice. 

Germana - Pensieri Sconnessi 

Titolo: Vocabolari e altri vocabolari

Autore: Brina Maurer (pseudonimo di Claudia Manuela Turco)

Data di pubblicazione: giugno 2020

Genere: Poesia

Casa Editrice: Macabor Editore, www.macaboreditore.it

Pagine: 62

Prezzo: 12,00 euro

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SINOSSI

Schierandosi sempre in difesa dei più deboli e contro ogni forma di violenza, Brina Maurer, con l’intensa silloge Vocabolari e altri vocabolari, si conferma voce libera e particolare.

Costanti della sua poetica: il voler dar Voce a chi la cui Vita non gli appartiene, l’umanità degli animali, l’animalità dell’uomo, la dimensione di solitudine e malattia cui è condannato il diverso tra i diversi.

In queste sue ultime poesie ancora una volta da un lato emergono i meriti delle creature più generose e sensibili, dall’altro le pesanti responsabilità dell’essere umano, mentre brandelli di realtà e di notizie di cronaca si mescolano ad atmosfere fiabesche, stupendo il lettore per l’originale commistione.  

La letteratura ha l’obbligo di cercare di cambiare la mentalità della gente, perché ogni essere vivente ha diritto di venire rispettato e protetto.

Questo libro, pagina dopo pagina, focalizza l’attenzione sulle vittime.

L’autore vorrebbe quasi scomparire, tuttavia la sua testimonianza rimane necessaria.



Biografia 

Brina Maurer (Claudia Manuela Turco) è nata il 15 dicembre 1970 e vive nella campagna friulana.

Laureata in Lettere e Filosofia (Conservazione dei Beni Culturali) a pieni voti assoluti con lode, è stata giornalista pubblicista ed è poeta, romanziere, diarista, biografa e critico letterario.

È presente nell’antologia on line Italian Poetry e ha scritto più di duecento articoli e venticinque libri.

Tra le pubblicazioni più recenti: Architectures Three-dimensional Poems (Gradiva Publications, 2013, nota e traduzione di Luigi Bonaffini, Premio Percorsi Letterari… “Dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron, alla Val di Vara”), Glenn amatissimo – Il cane che mi salvò la vita (Ed. Il Ciliegio, 2013, pref. e scheda didattica di Lucia Gaddo Zanovello), Lord Glenn – L’anima di Byron nel cuore di un cane (Biblioteca dei Leoni, 2014, pref. e scheda didattica di Lucia Gaddo Zanovello, intr. di Paolo Ruffilli), Neraneve e i sette cani – Storia di antiche violenze (Italic, 2018, intr. di Luigi Fontanella, Premio San Domenichino), Il Centauro malato – Poesie 1998-2010 (Robin Ed., 2018, Premio Cardinal Branda Castiglioni). Nel 2021 uscirà il suo libro di poesia L’innocenza usurpata.

Claudia Manuela Turco compare in riviste e altri periodici come “Il sarto di Ulm”, “Poesia”, “Il Gazzettino”, “Specchio de La Stampa”, “Fermenti”, “La Mosca di Milano”, “Vernice”, “Bloc notes” (Svizzera), “Poeti e Poesia”, “Gradiva”, “Zeta – Rivista internazionale di poesia e ricerche”.

Sue poesie sono state tradotte in inglese americano e greco moderno.

Ha ricevuto circa novanta riconoscimenti in variegati contesti. Tra i primi premi conseguiti, “Féile Filíochta International Poetry Competition” a Dún Laoghaire (Dublino, Trofeo dell’Istituto Italiano di Cultura), per la sezione italiana, nel 2002.

Con il “Ciclo di Glenn” (oltre 1600 pagine di narrativa dedicate alla disabilità nel mondo animale) ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nell’ambito del Premio “Franz Kafka Italia®”. Ha dedicato una Collezione di oltre quaranta diari al cagnolino Mughetto (più di 4500 pagine manoscritte).

Brina Maurer elabora progetti di ricerca letteraria volti a una originale provocazione della modernità.

Costanti della sua poetica: il voler dar Voce a chi la cui Vita non gli appartiene, l’umanità degli animali, l’animalità dell’uomo, la dimensione di solitudine e malattia cui è condannato il diverso tra i diversi.



PERSONAGGI PRINCIPALI

ISABELLA: detta “Disabella” perché disabile e bella, aspetta il Principe Azzurro fiduciosa, ma quando lo troverà, la loro vita insieme non sarà facile.

GLENN: cane molto bello, anziano e malato, viene adottato da Isabella, entrambi attendevano di poter colmare un grande vuoto esistenziale, insieme scopriranno cosa sia veramente la felicità, Glenn e Isabella sono una cosa sola.

MISIA: una bellissima gatta ancora giovane, arrivata sui Colli Euganei e felicemente accolta per anni da una famiglia amorevole, creatura che ha pagato con la vita la sua sete di novità e libertà, allontanandosi da casa.

TITANIA: splendida cagnolina bionda, per metà di razza volpina, adottata e poi trascurata, ancora in compagnia di uno dei cuccioli che ha partorito, teme le porteranno via anche quest’ultimo figlio e di restare da sola in quel giardino, ma l’arrivo di un Principe Muratore la salverà.

IL GATTO SENZA NOME: investito accidentalmente in autostrada, soltanto in apparenza senza nome e senza storia, la sua morte scatenerà i sensi di colpa di chi era alla guida e di chi gli stava accanto.

UNA CAGNOLINA SENZA NOME: torturata con il fuoco, ne viene data notizia al telegiornale, desiderava soltanto essere gentile e affettuosa con chi credeva buono, invece l’hanno seviziata e a lungo e gettata sul ciglio della strada come uno straccio.



IL MESSAGGIO DELL’AUTORE

La complessità del significato dell’opera è ben spiegata nell’intervista rilasciata da Brina Maurer a “Oubliette Magazine”, pubblicata il 6 giugno 2020: https://oubliettemagazine.com/2020/06/06/intervista-di-alessia-mocci-a-brina-maurer-vi-presentiamo-vocabolari-e-altri-vocabolari/

Si veda anche: https://www.ilpopoloveneto.it/notizie/cultura/2020/06/12/103190-vocabolari-e-altri-vocabolari-di-brina-maurer



ESTRATTO La prima poesia del libro:

Vocabolari e altri vocabolari


Ogni parola, un cassetto nel ventre,

un piano di grattacielo,

una grotta nascosta,

un brillare di stelle al centro dell’inferno.


Una popolazione di lettere e sillabe democratiche,

una raccolta differenziata di pesi netti e tare.


Tu chiami amore qualcosa

che non ammette inclusione impura

nel cristallo del dire,

né il peso lordo nel gioco combinatorio.


Nel mio mondo, invece, la tua è indifferenza,

e l’odio non è nuocere, bensì non collaborare

e non aiutare a fare del male

a chi non ha spine per potersi difendere.


La sofferenza è uguale per tutti,

ma c’è chi è più uguale di altri.


Hanno strappato l’anima alla parola animale,

coloro che non amano nemmeno l’uomo.

Il bambino istintivamente adora gli animali

e, per essere rispettato,

esige che loro vengano protetti.

Qui me amat, amet et canem meum.

Parole nel vuoto:

Ornamento del dire diventa delitto,

nel vuoto di-s-senso.


Virgolette e corsivi,

per battute di dialogo e pensieri del cane protagonista,

non vengono accettati dall’editore,

poco avvezzo allo studio delle lingue straniere.

Ma l’autore sa se l’espressione sul viso di pelo

significa “mi sento così e lo tengo per me”

oppure “mi sento così e te lo dico!”!


Dubbi assalgono anche i controllori della lingua,

che devono spesso arrendersi al furor di popolo

e ai numeri dei motori di ricerca:

occorrenze di forme più o meno (s)corrette

(repetita iuvant…),

per portare nuova linfa nelle pagine

di enciclopedie e Vocabolari,

insicuri nel vestito del proprio scrivere,

dubitando addirittura dell’ausiliare giusto,

insidiati dall’ipercorrettismo.


Esistono corrispondenze

  • l’equivalente della parola,

l’equivalente dell’uomo -

ma il linguaggio equivalente non viene ap-prezzato:

non è farmaco di marca,

non è cane o gatto di razza.


Il lignaggio del linguaggio,

contrapposto alla ricchezza del meticciato.


E le inversioni inattese:

la religione come scienza,

la scienza come religione,

la preghiera che offende come bestemmia,

la bestemmia che vuol essere preghiera,

la folle o profetica allucinazione.


Voglio una parola

che sia violenta scarica elettrica,

pensiero per immagini,

taglio che chiude la pagina.

Non il sottovoce che non ha funzionato.


Voglio un intonaco arrotolabile,

spolverato di cipria di marmo di Carrara

e travertino romano,

per coprire queste pareti di un nuovo inizio,

perché l’errore non ricompaia.





PREFAZIONE DI LUCIA GADDO ZANOVELLO


“Voglio una parola / che sia violenta scarica elettrica, / pensiero per immagini, / taglio che chiude la pagina. / Non il sottovoce che non ha funzionato.”

Brina Maurer, qui autrice di un libro scritto nella lingua di cui si avvale chi parola non ha, denuncia con la forza aggiuntiva e unica della poesia l’inganno secondo il quale fin da piccoli ci viene fatto credere che gli animali delle altre specie sono esseri inferiori, che non meritano o non necessitano di molta considerazione, dimenticando la loro provata straordinaria sensibilità, il dolore e le emozioni che essi pure sperimentano.

Gli umani si comportano in modi diversi con gli animali, ma alcuni di loro non li rispettano e molti ancora purtroppo non si preoccupano minimamente di come vengano trattati, nemmeno quando vengono torturati. Sebbene sia considerato lodevole prestare aiuto agli umani bisognosi, quando un essere non umano avrebbe bisogno di essere soccorso viene spesso abbandonato al suo destino, e anche questa è una forma di discriminazione specista, dato che tutti gli animali hanno necessità e diritto a non essere penalizzati, sfruttati od offesi.

Negli ultimi decenni, fortunatamente, evento rivoluzionario quanto tardivo, nell’umanità va facendosi strada la consapevolezza, per qualcuno incresciosa, di essere parte non soltanto della natura, quanto soprattutto della compagine degli organismi animali, a volte persino senza variazioni di grado e di valore, comprendendo finalmente che siamo interconnessi nel profondo con la natura e con gli altri esseri viventi, che dobbiamo custodire la complessità della vita per salvare la nostra stessa esistenza sul pianeta.

Non più dunque la morale dell’uomo sovrano del mondo, ma una legge universale che ci veda parti integrate in un tutto, senza limiti di spazio e di tempo.

Vi è poi la necessità urgente, e questo ‘Vocabolario’ diviene raro e prezioso strumento a tal fine, di coltivare nell’uomo la propensione all’empatia fin dalla più tenera età, solo così si potrà aprire la strada alla giustizia, capacità di chi, sospeso il giudizio negativo della diversità, sentendosi in armonia con l’intero universo, sarà in grado di abbracciarlo totalmente, specchiandosi in esso, allora il paradiso da cui l’uomo si è dolorosamente allontanato potrà tornare sulla terra.

Verità e certezze che chiaramente legge e impara chi ha guardato a lungo negli occhi di un cane, comprendendo e assimilandone la lingua purissima, tenera e innocente.


Lucia Gaddo Zanovello

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