giovedì 13 agosto 2020

BlogTour "I CORVI DI LONDRA" di ELENA COVANI - NPS EDIZIONI

Sono molto felice di presentarvi in collaborazione con i NPS EDIZIONI il BlogTour I CORVI DI LONDRA. 

Di seguito trovate la presentazione e altre info del libro, tra cui la mia intervista all'autrice. 

Vi auguro una buona lettura. 

Germana Pensieri Sconnessi 

PRESENTAZIONE:

IMF – 16 LUGLIO


"I Corvi di Londra" è un romanzo urban fantasy, il seguito de “I Fuochi di Valencia”. I due protagonisti, José e Maria, si troveranno davanti ad una nuova avventura, questa volta in terra d’Albione. La lotta tra le Sentinelle e gli Erjes sembrava avesse preso una piega finale dopo la battaglia dell’ultima notte di Fallas, ma in realtà è stata solo una breve tregua: Rafael ha preso il comando del clan di Valencia, e Galen, caduto in disgrazia, si deve rimettere alla sua clemenza per sopravvivere. Il Concilio dei Dodici, a capo della società delle Sentinelle, decide di allontanare Maria, per far studiare le sue mutazioni al virus degli Erjes lontano da Valencia. Così i due ragazzi vengono mandati a Londra, dove la Scienziata Teresa cercherà di trovare un cura al virus. Galen riesce però a scoprire dove sono diretti, sfugge a Rafael si mette al loro inseguimento: con loro due ha un conto in sospeso che vuole assolutamente saldare. Maria si troverà davanti ad una scelta, ma sarà in grado di superare quello che il suo corpo le vorrebbe imporre? Preda o cacciatore? Il suo amore per José riuscirà a vincere la sua natura?



AMBIENTAZIONE:

BOSCO DEI SOGNI FANTASTICI – 23 LUGLIO


La storia riprende da dove avevamo lasciato José e Maria, nella loro amata Valencia, dopo la battaglia con gli Erjes. Presto però, per la loro sicurezza, verranno fatti spostare a Londra, dove ad attenderli ci saranno nuovi personaggi e vecchi amici.

È qui che si svolge la maggior parte del romanzo, nella grande metropoli inglese i due ragazzi si troveranno di fronte a nuovi scenari completamenti differenti dal ritmo e dal calore della città di Valencia.

Jardin de la Seu: È il posto dove José dice addio alla sua amata città. Si tratta di un piccolo giardino pubblico davanti al Palazzo della Generalitat, adiacente alla Plaza de la Virgen, nella città vecchia. È un posto magico, pieno di aranci e piante fiorite, dove chiunque può riposare all’ombra degli alberi e ripararsi dalla calura di Valencia.


St James’s Park: è il più antico dei Parchi Reali di Londra, si trova a est di Buckingham Palace e si estende per 23 ettari. È uno dei grandi polmoni della città, all’interno si trovano due laghi, e in molti si perdono tra i suoi sentieri per trovare un po’ di pace dalla vita frenetica della City. Qui si svolge la battaglia finale tra gli Erjes e i Corvi, tra i suoi alberi e le rive del lago.



PERSONAGGI

IUF – 30 LUGLIO


Oltre a José e Maria, ritroviamo anche Galen il sadico capo clan di Valencia. Ci sono nuovi personaggi che aiutano i due protagonisti.

Teresa: è una Scienziata spagnola trapiantata a Londra, è la Magister di Bio Tecnologia nella complessa gerarchia delle Sentinelle della City, prende a cuore la situazione dei due ragazzi, e riuscirà a fare passi avanti nella ricerca di una cura per il virus degli Erjes. La sua priorità non è infatti distruggere le mutazioni del virus, ma studiarle, per cercare un a cura. È estroversa, generosa ed estremamente protettiva nei confronti del figlio, Tommy. Suo marito era un Soldato, morto durante una ronda per le strade di Londra, ed è il motivo per cui non vuole che Tommy intraprenda la carriera di Soldato.

Tommy Ravin: il figlio di Teresa, è un ragazzo estroverso e un po’ sopra le righe, aiuterà José nella ricerca di Maria nonostante il divieto dei suoi superiori. Non è uno a cui piace stare alle regole, più che la rigidità inglese ha preso i tratti aperti e solari di sua madre. È ancora uno studente, vorrebbe far parte del corpo speciale dei Soldati di Londra e combattere in prima linea, ma sua madre non è d’accordo.

Rafael: il generale del clan di Peniscola che ha preso il comando della città di Valencia. È freddo e calcolatore, abituato a impartire ordini ad un esercito ben preparato. Viene aiutato nel suo intento di far cadere le Sentinelle da un personaggio insospettabile, e quando Galen gli sfugge sotto il naso cercherà un rivalsa ancora maggiore nei confronti di quella città.



ESTRATTI E COLONNA SONORA

Universi incantat – 6 agosto


“ L’autobus procedeva lento sull’autovia, allontanandosi da Valencia in direzione nord. I passeggeri si rigiravano sui sedili, incapaci di trovare una posizione comoda per dormire. Alcuni ragazzi ridevano e scherzavano, parlando delle cose che avrebbero fatto nei giorni di vacanza a Madrid: la Puerta del Sol, il Prado, il Mercato di San Miguel.

Maria guardava dal finestrino, le luci di Valencia sparivano nel buio e con loro le sue ansie e molte delle sue paure. A Valencia era cominciato il suo inferno, andarsene era un po’ come lasciarsi tutto alle spalle. Erano stati accompagnati alla stazione da Antonio, l’amico fraterno di José: l’aveva guardata con un sorriso triste, si era passato la mano nei ricci neri e l’aveva salutata riuscendo a dire soltanto: «Quitado, Maria!» Poi si era girato verso José, e l’aveva stretto in un abbraccio che lo aveva lasciato senza fiato. «Tranquillo, hermano, ci penso io qua!» Gli aveva dato due pacche sulle spalle, tirando su col naso, poi si era stretto nella giacca di pelle nera e si era allontanato con passo deciso. José era rimasto a guardarlo attraversare la strada e scomparire tra le luci e le macchine.”

Canzone “No sound but the wind”   Editors

https://youtu.be/0JePh1w7NZg


“ La tenue luce del mattino filtrava dalle tende e illuminava le pieghe delle lenzuola. Maria guardava il pulviscolo che si insinuava nella luce, formando vortici invisibili. Si cullò nella sensazione di calore che le davano le braccia di José intorno a lei, come una catena dalla quale non avrebbe mai voluto liberarsi. Non deve finire, deve rimanere per sempre così. Chiuse gli occhi, e inspirò il suo odore che sapeva di mare e di sabbia, come la prima volta che lo aveva conosciuto. Si sentì stringere più forte e lei ricambiò l’abbraccio. «Ti amo, Maria. Come non ho mai amato nessuno e come non amerò mai nessuno, voglio che tu lo sappia ora. Quando smetterai di prendere le pillole e guarirai, staremo così per sempre». Lei si girò e si trovò il suo viso davanti. I capelli neri arruffati sulla fronte, i suoi meravigliosi occhi verdi che la guardavano sembravano brillare. E le sue labbra, rosse, carnose, che le sorridevano. «Ti amo, José, sei il motivo per cui voglio continuare a vivere. Grazie, di tutto». Lo baciò teneramente, non come erano stati i loro baci durante la notte.”

Canzone “Ironic” Alanis Morrisette

https://youtu.be/Jne9t8sHpUc


“ Maria ebbe l’impulso di saltargli alla gola, ma si trattenne, non sarebbe servito a nulla. Ingollò la bile amara. «Hanno tutti i dati di cui hanno bisogno, non si fermeranno. Riusciranno a trovare una cura e allora la tua razza sarà finalmente estinta. Non avrà più senso contagiare gli esseri umani, le Sentinelle li guariranno» disse, con la voce che tremava.

Galen fece una smorfia di disappunto. Non era abituato a essere contraddetto, le sue mani scattarono in avanti, ma le fece ricadere subito lungo i fianchi. La guardò con odio, come un bambino che è sull’orlo di scoppiare in lacrime, poi il suo sguardo si rilassò.

«Questo è tutto da dimostrare». In un lampo le fu addosso, e Maria si piegò in due come un ramo secco. L’ultima cosa che ricordò fu il dolore lancinante al collo, alle spalle, alle braccia e ancora in tutto il corpo. Galen continuava a morderla ovunque, accanendosi su di lei come su un corpo già senza vita. Poi finalmente tutto finì e fu il buio assoluto.

Canzone “ hold me, thrill me, kiss me, kill me” U2

https://youtu.be/e7N8J6rTZrA


Intervista

di Germana T. - Pensieri sconnessi


  1. Raccontaci qualcosa di te...

Ciao a tutti, mi chiamo Elena, sono una mamma, un dentista e anche una scrittrice. Vivo in Versilia, nella magica campagna di Camaiore, adoro la Spagna, in particolare Valencia, ma mi piace viaggiare e scoprire i misteri dei vari posti nel mondo.


2) Ricordi a che età hai letto il tuo primo libro? E l'ultimo che hai letto?  

Il mio primo libro “Serio” è stata La Storia Infinita, ho iniziato a leggerlo quando avevo 7 anni, ed è stato quello che mi ha catapultato nel mondo del genere fantastico. L’ultimo libro che ho letto è stato La Signora della Mezzanotte di Cassandra Clare. Sono passati parecchi anni ma la passione è rimasta la stessa.


3) Hai mai letto un libro che è stato sopravvalutato?

Diverse volte purtroppo… ma si dice il peccato, non il peccatore!


4) Il tuo autore preferito?

Ne ho molti, ma quello a cui sono più affezionata è Stefano Benni


5) Un autore famoso che non hai mai letto ma che vorresti leggere?

Malvaldi, ne ho diversi in libreria ma ancora non è arrivato il loro momento


6) Come ti è venuta l'idea di scrivere il libro? Ti ha ispirato qualche autore in particolare?

L’idea di scrivere un libro in generale mi è venuta in quinta elementare, ma la realtà è che in questi casi non si parla di idea, ma di necessità. Quando scrivi è perché ne hai bisogno, hai qualcosa dentro che preme per uscire, che sia un libro, un racconto, o anche soltanto la pagina di un blog. La prima volta fu dopo aver letto Le Pietre Magiche di Shannara, di Terry Brooks


7) Hai una scaletta mentre scrivi o scrivi di getto?

L”inizio viene di getto, poi se vedo che la storia potrebbe meritare, allora butto giù una specie di bozza della storia, giusto per aver presente dove voglio arrivare. Poi però può cambiare in itinere, anche in maniera radicale.


8) In quanto tempo hai scritto il libro?

Bella domanda… generalmente sono molto lenta ( sono la disgrazia del mio editore), anche perché sono discontinua, ci sono momenti che non stacco le mani dalla tastiera e settimane intere in cui non riesco neanche ad accendere il computer. Per quanto riguarda I Corvi di Londra, c’è voluto più di un anno.


9) C'è un personaggio del libro al quale ti senti più legato?

José perché è il primo personaggio che ho conosciuto veramente bene, ma la verità è che quello che mi ha colpito di più è Galen, il “cattivo”


10) Hai un posto preferito in cui scrivere?

Scrivo dove mi capita, alla scrivania del mio studio, in giardino, in cucina e perfino a letto, ma non mi prendete per matta… La maggior parte del tempo l’ho passata a scrivere in macchina, ferma nel parcheggio della scuola dei miei figli mentre aspettavo che uscissero da scuola!


11) Ascolti musica mentre scrivi? O hai qualche rito scaramantico mentre scrivi?

Adoro ascoltare musica mentre scrivo ( e infatti in macchina c’era sempre la radio accesa), ma quando correggo deve esserci silenzio più assoluto. Riti scaramantici non ne ho, ma ultimamente mi piace mettermi al computer al bancone della mia cucina, con un bicchiere di vino rosso.


12) C'è un genere di cui non scriveresti mai?

Saggistica, non è proprio il mio genere.


13) In questo momento stai scrivendo qualcosa di nuovo?

In questo momento sto studiando per scrivere un romanzo, sempre urban fantasy, che però si collega alla storia di Avalon.


14) Quanto tempo riesci a scrivere di fila senza mai distrarti?

Domanda difficilissima… Nei rari casi in cui la congiunzione astrale mi permette di avere anche un giorno intero a disposizione, mi ritrovo per ore a scrivere senza neanche accorgermene. Ma sono rarissimi casi


15) Hai avuto molti rifiuti dalle case editrici oppure hai avuto solo riscontri positivi?

Sono una persona molto insicura per quanto riguarda i miei scritti, quindi vengono valutati solo da persone molto fidate che possono farmi critiche costruttive, e magari consigliarmi quale casa editrice potrebbe essere migliore per me e per quello che ho scritto.


16) Alle varie presentazioni, cosa provi di fronte ai tuoi lettori? Ogni volta l'emozione è come la prima volta?

Ogni sacrosanta volta è come se fosse la prima, stesse farfalle nello stomaco, stessa gratitudine per quelli che sono venuti a dedicare a me un po’ del loro tempo.


17) La richiesta più assurda che ti è stata fatta?

Una volta una persona mi ha chiesto di scrivere un libro sulla sua vita


18) E la dedica più divertente che ti hanno richiesto?

Ogni volta che devo fare una dedica vado nel panico, meno male non ho avuto richieste strane!


19) Ti lasci condizionare dai giudizi delle recensioni?

Più che condizionare cerco sempre di acquisire miglioramenti, mi piacciono molto le critiche quando sono costruttive. Certo che su una bella recensione la soddisfazione è scontata


20) Un valore che ti hanno trasmesso e a cui non puoi rinunciare?

La serietà ed il rispetto per il lavoro degli altri.


21) Cinque cose di cui non potresti fare a meno…

. Famiglia

. Crossfit

. Viaggi

. Amici

. Vino rosso ( giuro, non sono un’alcolizzata…)


22) Ed ora invece dimmi 5 cose che non sopporti proprio...

. Essere presa in giro

. La stupidità

. La mancanza di rispetto

. La maleducazione

. Le argomentazioni ridicole


23) Cosa non dovrebbe mai mancare caratterialmente al protagonista dei tuoi libri?

L’indipendenza. Nei confronti del mondo, della società, del giudizio degli altri. Amo i personaggi che combattono per essere davvero se stessi.


24) Se ti chiedessi di svelarmi un tuo sogno, cosa mi risponderesti?

… Se te lo dico non si avvera!


25) Racchiudi con tre aggettivi il tuo libro...

Veloce, esplosivo, di cambiamento



26) C'è qualcuno a cui fai leggere le tue bozze?

Al mio editore e a pochissimi amici fidati


27) Credi nell'amicizia? E ti fidi ciecamente dell'amore?

Sì e sì. Sono due pilastri della mia vita. Anche se mio marito mi rimprovera sempre di avere pochi amici, ma è soltanto perché do molto valore all’amicizia, e quindi la concedo a poche persone.


28) Hai scelto te il titolo del libro?

Il titolo dei miei lavori è la mia bestia nera, non so mai decidermi! Quando devo scegliere un titolo nel mio cervello si apre uno spazio bianco. L’ultimo titolo l’ha scelto mio figlio.


29) Secondo te esiste la vera amicizia tra autori o ne scaturisce solo invidia?

Secondo me sì, per quanto mi riguarda più che invidia parlerei di ammirazione, almeno per gli autori che conosco.


30) C'è una domanda che avresti voluto che ti facessi e che invece non ti ho rivolto?

Per carità, anche troppe! ^_^





mercoledì 12 agosto 2020

Recensione "IL LATO OSCURO" di LISA UNGER - TIMECRIME FANUCCI

Ieri ho finito di leggere il libro e devo dirvi assolutamente che è un libro bellissimo e che leggerlo è stato come viaggiare sulle montagne russe. Un viaggio spettacolare tra i segreti più bui dei protagonisti... 

"AVEVO GIÀ ASSISTITO A CASI DI INGIUSTIZIA, PROPRIO COME TE. TU SAI BENE CHE SERPEGGIA TRA GLI SPAZI VUOTI SOTTO I TAVOLI E LE SEDIE. SI LEVA ALTA E MINACCIOSA. MENTRE INCOMBE SU DI TE E TI SOVRASTA VITTORIOSA PARE CHE DICA: 'SONO SEMPRE STATA QUI'. TI FA CADERE IN GINOCCHIO. IN PRESENZA DI ALTRO NON PUOI SENTIRTI PIÙ PICCOLO O IMPOTENTE DI COSÌ."

La storia inizia con la presenza di un'automobile ferma sulla strada di un centro abitato... 

La protagonista, Rain Winter, è una giovane donna sposata con Greg e mamma della piccola e dolce Lily. È giornalista in pausa maternità. La sua vita viene sconvolta quando una mattina al notiziario ascolta la notizia dell'omicidio di un uomo... 

La sua mente inizia ad elaborare ogni dato circa il caso Markham e collegarlo ad un altro caso... Quello che la coinvolge da molto vicino e strettamente alla sua esperienza personale... 

Rimorsi e tanto dolore "vivono" dentro la protagonista... Una voglia irrefrenabile di poter modificare le cose... 

MA, COME MI HAI DETTO PIÙ DI UNA VOLTA, NON SI PUÒ TORNARE INDIETRO. TUTTI LO SANNO. 

Rian inizia a domandarsi se l'ultimo omicidio sia legato alla storia sconvolgente del suo passato. Ed inizia ad investigare per scrivere una nuova storia e poter riprendere in mano la sua vita da giornalista... Per scrivere una storia vera... La sua storia... 

Sai quei libri che ti "incastrano" nella storia e si leggono tutti d'un fiato. Beh questo è certamente uno di quei libri. La storia è indubbiamente molto coinvolgente. 

"SE PERMETTI A QUALCOSA DI AFFONDARE GLI ARTIGLI SU DI TE, È FINITA. RICORDALO." 

È il primo libro libro che leggo dell'autrice e sinceramente sono stata colpita dal suo modo di scrivere. È davvero bravissima. È riuscita a scrivere una storia meravigliosa che una volta finito di leggere, ti rimane appiccicata addosso quella sensazione d'inquietudine che non mi ha mai abbandonata durante la lettura.

"COSA SAREBBE SUCCESSO SE NON FOSSI USCITO A CERCARE TE E TESS? COSA SAREBBE SUCCESSO SE AVESSI CHIAMATO TUA MADRE PER CHIEDERLE DI TE? LEI AVREBBE SAPUTO CHE NON ERI DOVE DOVEVI ESSERE. SAREBBE VENUTA A CERCARTI. COME DICESTI TU, SI IMPAZZISCE SE SI RIPERCORRONO TUTTI GLI SCENARI POSSIBILI, TUTTI I MODI IN CUI LE COSE SAREBBERO POTUTE ANDARE DIVERSAMENTE"

Un libro che mi ha trasmesso una tale adrenalina addosso e una grandissima voglia di conoscere il resto della storia... 

"MA QUELLO CHE SI È SPEZZATO DENTRO NON È PIÙ TORNATO AL SUO POSTO. VALE ANCHE PER TE? SOSPETTO DI SI. LARA, NOTO CHE È COSÌ ANCHE PER TE. QUELLO SGUARDO CHE VEDO ALLO SPECCHIO. C'È UNA SORTA DI VUOTO NEI TUOI OCCHI, UNA STRANA PIATTEZZA. TU HAI VISTO COSE CHE FANNO SEMBRARE INSENSATE LE AZIONI ALTRUI."

Protagonisti con uno spessore immenso. Rain e Hank erano amici da piccoli. Li lega un'esperienza e un passato che ha drasticamente cambiato le loro vite. 

"MA NON SERVE RIMUGINARE IL PASSATO, O NO? NON È QUELLO CHE HAI DETTO TU? NON POSSIAMO CAMBIARE LE SCELTE CHE ABBIAMO FATTO O LE CONSEGUENZE DELLE NOSTRE AZIONI. ALLORA PERCHÉ I RICORDI NON SVANISCONO PIÙ?" 

Sono infinite le frasi e le citazioni che avrei voluto trascrivere e molte di queste le ho fatte "mie". Ma credo che avrei finito per "copiare" tutto il libro...

"LA VITA VA AVANTI. 
È UNA FRASE DI CIRCOSTANZA, UNA VERITÀ TALMENTE TRITA E RITRITA CHE A MOMENTI NON TI SOFFERMI NEANCHE PIÙ SULLE PAROLE. È SOLO QUANDO LA TUA VITA GIUNGE A UNA BATTUTA D'ARRESTO CHE NE COMPRENDI LA CRUDELTÀ. IN SEGUITO A UN TRAUMA, A UN LUTTO, A UNA PERDITA, LA VITA VA AVANTI PER TUTTI. MA NON PER TE."

La sorta di dipendenza che ha Rain di Hank a volte fa male al cuore... Ispira una tenerezza che incute immediatamente nel lettore una totale protezione verso di lei...

"CORSE DA LUI, DA QUEL RAGAZZO, ANZI UN UOMO - UNA PERSONA MOLTO DIVERSA -, E LO ABBRACCIÒ. QUELLA SERA, CI RIPENDÒ ANCORA. LO FACEVA SEMPRE. TROPPO SPESSO. QUEL CALORE, QUEL DESIDERIO, ERA INCANDESCENTE. ANCHE SE CI AVESSE PROVATO, NON SAREBBE RIUSCITA A RESISTERGLI."

Una lettura che sono certa possa piacervi. 

" DENTRO DI LEI ERA COME SE CI FOSSE UN TRENO FUORI CONTROLLO."

Un intreccio di emozioni e ricordi che vi faranno conoscere la storia dei protagonisti attraverso dei flash back con i quali andrete direttamente in fondo ai loro pensieri... Riuscirete ad entrare nei più bui angoli della loro vita...

Un finale che ho rincorso intensamente... Un finale che personalmente ho amato moltissimo... 

Colpi di scena che lasciano senza parole... Sinceramente fino alle ultime pagine non avevo la minima idea di come potessero evolversi le cose... E in questo l'autrice è stata molto ma molto scaltra e attenta! Ha lasciato durante la stesura della storia alcuni piccoli indizi e che solo alla fine si comprendono... 

Io consiglio assolutamente di leggerlo. Chi ama il genere thriller lo troverà fantastico. E se letto da chi non ha mai letto un thriller, ne rimarrà talmente affascinato... 

Ringrazio la Casa Editrice TIMECRIME FANUCCI (LEGGEREDITORE) per la copia cartacea del libro e per la gentilezza che hanno nei miei riguardi. Davvero grazie!

E i miei complimenti più sinceri per l'autrice a cui auguro il meglio. Perché lo merita davvero tanto. Sei bravissima!

Germana Pensieri Sconnessi


lunedì 10 agosto 2020

Segnalazione nuova uscita "Fateful" di Julia B. Williams

Voglio presentarvi in collaborazione con Emy Rose di Sognare Leggi e Sogna l'uscita del libro "Fateful" di Julia B. Williams. 

Di seguito tutte le info del libro. 

Germana - Pensieri Sconnessi 

Titolo:Fateful
Serie:I Björk
1#MADNESS
2#Fateful
Prezzo: 1,99 €
Uscita lunedì 10 agosto


TRAMA

Mi chiamo Allan Bjork, ritengo di essere un bravo soldato, ma se doveste chiedere agli uomini del mio gruppo direbbero che sono un fottuto cecchino. Combattere per me è come respirare, sono nato per questo.
L’unica forma di amore che conosco è quella per i miei fratelli, Elia e Isak, e per proteggerli farei qualunque cosa.
Madelene Lundin è un’altra storia. Non ho mai conosciuto una persona così pura, crede che il mondo possa essere cambiato in meglio, basta volerlo.
Dovrei lasciarla andare, dovrei evitare di coinvolgerla nei miei casini e invece, l’unico nome che mi viene in mente quando mi trovo nei guai è il suo.

Sono Madelene Lundin, amo la vita e penso che il modo migliore per dimostrarlo sia di fare del proprio meglio per aiutare il prossimo. Ho una totale fiducia negli altri, certa che non ci siano persone cattive ma solo cattive scelte.
Dopo aver incontrato Allan Bjork, mi sono dovuta ricredere.
La gente malvagia esiste e compie crimini impronunciabili in nome di qualcosa di assurdo.
Io non posso cambiare il mondo però posso proteggere coloro che amo.

Sperando nella tua partecipazione ti auguro un felice e rilassante Agosto.

Segnalazione nuova uscita "The Devil and The Lady" di Sabrina Pennacchio

Stamattina in collaborazione con Giulia di @la_tana_dei_libri_sconosciuti e Emy Rose di Sognare Leggi e Sogna vi segnalo l'uscita del libro "The Devil and The Lady" di Sabrina Pennacchio. 

Di seguito le info, la trama e la biografia dell'autrice. 

Vi auguro un buon inizio di settimana 

Germana - Pensieri Sconnessi 


Titolo: The Devil and The Lady
Data uscita: 10 Agosto 2020 in E-Book ( su Amazon Kindle e Unlimited) e in Cartaceo (su Amazon e nelle librerie Giunti al Punto)
Autore: Sabrina Pennacchio
Pagine: 214
Formato: E-Book e Cartaceo
Editore: Amazon
Collana: Urban Fantasy
Prezzo: 2,99€ e-book / 8,50€ versione cartacea


Trama

L’anima… la parte più candida di noi… una singola pennellata, più scura delle altre, può davvero bastare a marchiarla per sempre?

Fin dove può spingere il desiderio di salvezza che oscura il nostro cuore? Quel senso di inquietudine e di smarrimento, pronto a scendere sulla nostra testa come la falce della morte?
Aleyn, colta da un’improvvisa disperazione e da un dolore costante che le pulsa nel petto, farà il primo, madornale, errore della sua vita: invocare il Diavolo in persona per supplicare il suo aiuto. Samael entrerà così nella sua vita, un passo felpato dopo l’altro, fino a scoprire chi ha lanciato la maledizione di morte certa che aleggia sulla testa della sua dannata per tutto il romanzo.

Sabrina Pennacchio torna con un fantasy che, non solo ci porterà nella vita della protagonista, tra amore, perdite e fatali attrazioni, ma ci farà immergere in quella lotta tra il Bene e il Male che Samael e i suoi fratelli stanno combattendo dall’Alba dei Tempi: qual è la sottile linea che divide davvero giusto e sbagliato?


Biografia

Sabrina Pennacchio nasce a Napoli il 10 febbraio del 1991. Costretta ad abbandonare gli studi di arte e moda, decide di dedicare gran parte del suo tempo alla sua più grande passione: la scrittura.
Nel 2018, pubblica il romanzo d’esordio At World’s End: Wanted Pirates, edito dalla Writers Editor, con il quale si aggiudica il Premio della Critica Emozioni 2018 al Concorso Letterario Premio Eterna e nel Dicembre del 2018, partecipa alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, dove in pochi giorni il suo libro è Sold Out.
Nel 2019 pubblica Dark and Light - Amore Impossibile - , primo capitolo di una saga di tre romanzi che ha trovato il grande successo su internet nel 2005. Revisionato e in un edizione tutta nuova, viene accolto per la prima volta nel mondo del self grazie ad Amazon, e resta primo nella classifica fantasy per ben sei mesi!

Nel 2020 il suo racconto inedito Blue Sea arriva in anteprima in un’antologia con vari autori, chiamata “Rebirth”, seguito a ruota da The Devil and The Lady, entrambi in vendita su Amazon.
Facebook: Sabrina Pennacchio [ http://www.facebook.com/sabrinapennacchioscrittrice ]
Instagram: pennacchio.sabrina
Twitter: @WriterSabrina
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DanteBus: @WriterSabrina
Universalmessagebook: Sabrina Pennacchio


Estratto capitolo 1°

«Ego vocare vobis, Mephisto. Tibi respondere, ut mihi vocant, e questo dovrebbe risolvere tutto? Quanto sei sciocca, Aleyn.» Nel momento in cui portò le falangi ad asciugarsi le lacrime, però, le fiammelle dei lumi ondeggiarono sino a spegnersi completamente, lasciandola nella totale oscurità.

Dall’ abisso infernale qualcuno aveva udito le sue parole.
Se Egli avesse dovuto descriverlo, probabilmente non avrebbe saputo farlo.
Finché qualcuno non chiamava il suo nome, poteva concedersi quell'ozio del corpo e delle forze che secondo dopo secondo si rigeneravano, come un neonato che si lasciava nutrire dalla madre, ancora rinchiuso nel suo grembo. E poi, eccolo, arrivava il momento propizio in cui veniva chiamato, in cui poteva abbandonare il suo personale limbo, per essere scaraventato nuovamente in quell'agonia umana che lui avrebbe plasmato a suo piacimento, fino all’attimo in cui l’anima dannata sarebbe divenuta un ente perfetto che l’avrebbe sfamato.
Quella voce femminile arrivò dapprima come un lieve sussurro alle sue orecchie, un mormorio carico d’incredulità che fece aprire di scatto i suoi occhi cremisi. Le labbra si curvarono in un ghigno e si lasciò condurre da quella frase che era diventata, ormai, la liberazione e la condanna di colei che l'aveva pronunciata, neanche credendoci davvero. Era ciò che preferiva: accogliere le evocazioni di coloro che erano scettici, mostrando il vero terrore per la stupidità che li aveva condotti da lui.
Il buio fu la prima cosa a cui dovette riabituarsi ma non ci mise molto: lasciò che la sua figura galleggiasse per qualche istante a mezz'aria prima di far sbattere le grandi e maestose ali nere che fecero riaccendere, una ad una, tutte le candele presenti nel posto dov’era stato condotto. A guardarlo vi erano gli occhi verdi di una giovane donna.
Il Diavolo, così lo conoscevano i mortali, poggiò con delicatezza i piedi proprio al centro di quel cerchio che lei sembrava essersi tanto impegnata a disegnare e la guardò, socchiudendo appena le palpebre. «Sei stata tu ad avermi evocato?»
Estratto dal capitolo 7°:
«Ti dirò...» fece, ancora inginocchiato, sporgendosi poco di più verso di lei, avvicinando il viso al suo. «Ho molti metodi per smettere di pensare a cose futili.»
«E quali sarebbero?» era la prima volta che gli si ritrovava così vicina, tanto da poter notare le sfumature cremisi del suo sguardo. Era bello, Samael, degno della nomea che portava, eppure non era sano che il cuore iniziasse a battere così forte per la sua vicinanza.

Il Tentatore.
Il Peccato personificato.
La fine per la tua anima.

Era già tanto che in quel periodo passato insieme lei non gli fosse caduta tra le braccia come spesso si diceva: dona l’anima al Diavolo e gli avrai donato tutto te stesso.
Era un matrimonio col Demonio.

venerdì 7 agosto 2020

Segnalazione libro "HorrorCam" di Silvia Benedetta Piccioli - DUNWICH EDIZIONI

In collaborazione con la Dunwich Edizioni vi segnalo l'uscita del libro "HorrorCam" scritto dall'autrice Silvia Benedetta Piccioli. 

Di seguito le info del libro. 

Germana - Pensieri Sconnessi 

TITOLO: HorrorCam

AUTORE: Silvia Benedetta Piccioli

GENERE: Horror per Ragazzi (dai 12 anni in su)

NUMERO DI PAGINE: 190

DATA DI USCITA: 07/08/2020

PREZZO: ebook € 3,99 (in offerta lancio a € 1,99 fino al 21/08/2020) Cartaceo € 14,90 (in arrivo a settembre)

LINK D’ACQUISTO:

Amazon: https://bit.ly/HorrorCam

Kobo: https://bit.ly/HorrorCamKB

Google Play: https://bit.ly/HorrorCamGP



QUARTA DI COPERTINA

Camilla, dodici anni, scrive storie di paura sul suo blog, HorrorCam. Un giorno riceve una strana e-mail da un indirizzo di posta sconosciuto, che riporta solo due parole: Villa Leuco. Camilla scopre che si tratta di una grande casa del Settecento immersa nella campagna a pochi chilometri dalla città in cui vive, e che è rimasta disabitata dal 1998, anno in cui morì la figlia dei proprietari. Insieme a suo fratello Filippo e ai suoi amici, Daniele ed Ella, Cam deciderà di andare a esplorare la casa e scoprire perché nessuno ci abbia più messo piede, sperando di ricavarne una nuova, incredibile storia per il suo blog. E se la casa fosse veramente infestata dallo spirito della bambina? Come se non bastasse, quando arrivano alla Villa, Cam si accorge che qualcuno li sta seguendo…


Biografia

Silvia Benedetta Piccioli nasce nel 1994 nella periferia di Brescia. È laureata in lettere, si sta specializzando in filosofia e lavora in una biblioteca. È appassionata di libri e scrittura, ma i suoi interessi spaziano in diversi campi ed è sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Ha esordito nel 2017 con un romanzo per ragazzi di genere fantasy, Il Libraio, edito da Lettere Animate, e nel numero 35 della rivista Storie Bizzarre è stato pubblicato il racconto horror La Palude.

Segnalazione "I DIMENTICATI. COLORO CHE NON SONO RIPARTITI DOPO LA PANDEMIA" - INFINITO EDIZIONI

Sono davvero molto felice di presentarvi in collaborazione con la casa editrice Infinito Edizioni l'uscita del libro "I DIMENTICATI. COLORO CHE NON SONO RIPARTITI DOPO LA PANDEMIA". 

È un’antologia che leggerò al più presto e quindi tornerò a parlarvene prestissimo. 

A cura di: Noury Riccardo Leone Luca

Con testi di:

Daniela Chieffo
Luigi Ciatti
Gessica Costanzo
Anna Dalle Molle
Marco Damilano
Lucia De Marchi
Monica Di Sisto
Alessandro Forlani
Letizia Giangualano
Salvatore Giuffrida
Mario Marazziti
Federica Moriconi
Fabrizio Nurra
Marco Omizzolo
Mauro Palma
Veronica Pivetti
Gianni Rufini
Gianfranco Schiavone
Antonio Schizzerotto
Ilaria Sotis
Carlo Stasolla

(Curatori: Riccardo Noury e Luca Leone)

L’uscita dal lockdown, ovvero dalla fase della quarantena e del confinamento, è riassumibile in una parola-chiave: ripartenza. La produzione è ripartita, gli spostamenti sono ripartiti, gli eventi pubblici sono ripartiti, e così gli assembramenti di persone, l’inquinamento e altre conseguenze dell’azione umana. Ma per molte persone, che già erano in condizione di grande vulnerabilità, si è trattato di una falsa ripartenza: i minori, i poveri, le persone con disabilità, quelle private della libertà personale, chi deve vivere per strada, le donne di fronte a un mercato del lavoro discriminatorio. E poi nella ripartenza restano oscurate alcune domande: che ne sarà dei diritti, del lavoro, della giustizia?

“Scommettere sui diritti dei laterali, i marginali, i più deboli che non hanno voce, difesa o lobby, significa ricominciare a tessere un filo, rendere più forte la società, in nome di tutti”. (Marco Damilano)

Con il patrocinio di Amnesty International.


Segnalazione libri “Il compratore di tempo” di Ramiro Baldacci - "Conforto" di Black Rainbow - "Rebirth Imma Carrozza e "Gioca con tuo padre" di Federica P. Amadori

Buongiorno, anche questa mattina in previsione del fine settimana vi segnalo alcuni libri. I titoli sono :

- “Il compratore di tempo” di Ramiro Baldacci 
- "Conforto" di Black Rainbow
- "Rebirth Imma Carrozza
- "Gioca con tuo padre" di Federica P. Amadori


Di seguito le info di tutti i libri. 

Germana - Pensieri Sconnessi 


AUTORE: Ramiro Baldacci
TITOLO: Il Compratore di Tempo
© 2020 – Il Seme Bianco
ISBN 9788833611921
PAGINE: 216
PREZZO: 18,90 euro



“IL COMPRATORE DI TEMPO”


TRAMA

Che senso ha il tempo? A cosa serve davvero la scuola? Può l’amore avere età, confini o condizioni?

È quello che scopriranno Lucia e Alessandro, due adolescenti al terzo anno di liceo, nel libro “Il compratore di tempo” di Ramiro Baldacci edito da Il Seme Bianco.

La storia dei due protagonisti sembra simile a quella di tanti altri ragazzi della loro età, con una rabbia manifesta verso i propri genitori e i disagi di un periodo della vita che non sarà mai compiutamente compreso. A un certo punto, nello scorrere della loro vita ordinaria, accade qualcosa di imprevisto. Lucia affronta l’abbandono di un’amica, la delusione di relazioni tutte uguali, la paura di sentirsi sola, con la dolorosità di un trauma vissuto due anni prima che riaffiora e condiziona tutte le sue relazioni. Alessandro invece parte per un viaggio, dentro il tempo e dentro la vita di Lucia: attraverso le materie scolastiche su cui si sviluppa la storia (filosofia, matematica e latino) vedrà mondi ed epoche sconosciute, vivrà situazioni nuove e impreviste, conoscerà i grandi personaggi della storia nella loro realtà di vita, si perderà, ma alla fine troverà se stesso, l’amore di Lucia e il senso della sua esistenza: “È questa dimensione dell’amore – capace di donarsi – che fa la differenza tra un pavido ed un eroe”.


TARGET

Il libro è adatto a tutte le età ma si rivolge in particolare ai ragazzi della generazione Z: iperconnessi, distratti, fragili nelle relazioni eppure capaci di creare legami forti e grandi mobilitazioni; indecifrabili se guardati dall’esterno, da piattaforme che pretendono di rappresentarli, ma ne catturano solo la superficie. Per sentirne le voci autentiche e catturare la vera essenza dell’immagine, serve abbassare il volume dei like e dei selfie, come avviene al protagonista Alessandro, che viaggia nel tempo e si ritrova in epoche in cui la globalizzazione digitale è inesistente, e ascoltare il loro vero cuore, pieno delle paure e delle incertezze tipiche dell’adolescenza ma anche di entusiasmo e voglia di assumersi grandi responsabilità. E la soluzione per risolvere le difficoltà viene proprio dal cuore e dallo slancio che ne deriva.


VALORI

Il libro contiene spunti utili a stimolare le riflessioni di tutti e dei ragazzi della Generazione Z in particolare. Il tema portante della narrazione è il senso della scuola, su cui spesso si interrogano i personaggi, che va a intrecciare ed evocare domande sul senso della vita più in generale. La rabbia, che spesso offusca l’agire dei protagonisti, nasconde infatti una grande domanda di senso a cui ancora non hanno trovato risposta. Vengono anche valorizzati temi particolarmente attuali come il rispetto dell’altro, attraverso la citazione di alcuni episodi di bullismo e violenza di genere; il valore dell’amore nella storia personale di ognuno, sia per i due protagonisti che per i vari personaggi storici che incontrano; la profondità dell’amicizia, capace di andare incontro alle esigenze dell’altro; il senso della fede, intesa come luogo di ascolto e di accoglienza; il ruolo della musica come canale di comunicazione universale e trasversale.

Il libro accetta la sfida della frammentarietà del racconto oggi diffusa strutturandosi su 3 “episodi”, come fosse una serie TV. Per ciascuno dei 12 capitoli viene poi proposto l’ascolto di un brano musicale attinente ai temi trattati, fino a creare una vera e propria playlist che accompagna il lettore tra le pieghe del tempo e della storia. In questo modo l’esperienza sarà multimediale, non solo attraverso la lettura, ma anche attraverso un’immediata percezione visiva e il piacevole coinvolgimento musicale.


IL PROGETTO CHE SI INTENDE SVILUPPARE

Parallelamente alla pubblicazione de “Il compratore di tempo” si propone di dare avvio a un progetto, in collaborazione con gli Istituti didattici, che possa coinvolgere i ragazzi della Generazione Z attraverso contest specifici e crossmediali. L’obiettivo è di stimolare tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado a raccontarsi attraverso testi, video, foto e iniziative multimediali, guidati sui temi specifici che emergono dal libro e che vengono rilanciati sui vari canali social oggi disponibili, in modo che non sia sempre il mondo degli adulti a definire questa fascia d’età, ma siano loro a dare il taglio con cui vedono i grandi temi della scuola, del rispetto, dell’amicizia e dell’amore.


Già disponibile online su Amazon, Feltrinelli, IBS e Libreria Universitaria e, su ordinazione, in tutte le librerie italiane




BIOGRAFIA

Ramiro Baldacci è nato nel 1974 a Roma, dove lavora; vive a Monterotondo. Laureato in 
Giurisprudenza e in Scienze Religiose, sposato, padre di due figli già grandi, lavora nel mondo 
delle Media Relations.
Autore di racconti, predilige storie che colgano la profondità dell’esistenza ma partendo dalle 
piccole cose della vita quotidiana. Ama la musica e il cinema.


ESTRATTO

Non devi preoccuparti di questo, Alessandro. È questo amore che fa la differenza tra un 
bambino e un uomo, è questa dimensione dell’amore – capace di donarsi – che fa la differenza tra 
un pavido e un eroe.

STRILLO

Sono pronto a comprare il tuo tempo, lo pagherò donandoti il senso della vita.


Titolo : Conforto
Autore : Black Rainbow
Genere : poesia
Numero pagine : 78

Acquistabile presso i siti online : Mondadori, Feltrinelli, Ibs, Amazon, Libreria Universitaria ecc.

Sinossi

“Conforto” è una raccolta di componimenti poetici, nel suo ordine sparso e a tratti illogico, con le sue varie tematiche, è un libro che vuole esservi vicino. Cos’è un buon libro se non un fedele amico? Cos’è l’arte se non la nostra consolazione?

Titolo: Rebirth

Autrice: Imma Carrozza


PROLOGO

Per essere felici non ci vuole tanto, per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente che non sia già dentro di noi. E quando lo capiamo, tutto cambia: un giorno ti svegli e c’è di nuovo il sole. Sentiamo che tutto è diverso, tutto è luminoso e ciò che prima ci sembrava impossibile, diventa realizzabile. A me è successo così. Dopo una notte buia come nessun’altra notte è arrivato il sole a rischiarare l’oscurità e ogni cosa è stata diversa. È stato come risorgere dalle ceneri, come una fenice che rinasce più forte e bella di prima. Era un venerdì di una settimana qualunque e io non potrò mai dimenticare quella notte, la stessa che mi ha tremendamente cambiata. La mia valigia sul letto è testimone di questo mio nuovo inizio, è pronta a diventare partecipe di un nuovo futuro che, sono certa, mi accoglierà a braccia aperte. Un futuro che per tanto tempo mi è sembrato irraggiungibile, insignificante e vuoto. Per diversi aspetti un futuro che mi era stato sottratto con la forza. Ma ho imparato, a mie spese, che non bisogna mai arrendersi, non si deve mai smettere di lottare, specie quando qualcuno prova a tarpare le tue ali, spegnendo quella luce che vive dentro e fuori di te. Perché questo è ciò che l’amore malato riesce a fare... Tante volte le persone sono capaci di assorbirti in un modo così totale che neppure ti accorgi di quello che stanno facendo. Non ti rendi conto che sono come serpenti incantatori e che il loro non è amore: perché l’amore non è sofferenza, l’amore non è possessività, gelosia... l’amore non deve logorarti dentro. L’amore è fatto di carezze e non di schiaffi, di complimenti e non di offese. L’amore è il sole, l’amore è sentirsi liberi, è fiducia e speranza. L’amore è sentirsi amati senza elemosinare nulla, l’amore è... tante cose. Con le mie sole forze sono riuscita a decidere per me, a prendere in mano la mia vita per cercare di farne un capolavoro. Perché non importa dove sei o cosa fai, quanto hai sofferto o quanto ancora soffrirai, anche se l’oscurità continua ad avvolgerti bisogna sforzarsi di uscire per rivedere la luce. Quella luce che arde dentro te e nonostante tutto non si è mai spenta. Un turbinio di pensieri affolla la mia mente, mentre prendo i miei vestiti, li piego, li sistemo e cerco di far entrare più cose possibili in valigia. Mentre lo faccio mi guardo intorno, cercando di rivivere i momenti felici trascorsi in questa camera che sa tutto di me. Il mio sguardo vola sulle foto che ritraggono una me sorridente e spensierata, ma decido di lasciarle lì insieme a tutti i ricordi di una vita vissuta; anche le lacrime versate. Questa camera mi ha protetta, nascosta dal mondo cattivo e marcio che mi circondava, ed è per questo che non posso dimenticare quei giorni felici trascorsi qui dentro insieme a mia sorella. I momenti affacciata a quella finestra che dà sulla strada alberata, con in sottofondo il mare, custode di sogni che mi sembrano troppo grandi. Il freddo marmo sotto i miei piedi nudi mi risveglia dal torpore nel quale sono appena caduta mentre sistemo le ultime cose. L’atmosfera qui dentro riflette il mio stato interiore, e immersa nella luce solare che filtra dalla grande finestra, tutto mi saluta. Il grande letto a una piazza e mezza, i cuscini che tanto adoro, l’angolo allestito per i miei disegni e le mie creazioni, tutto è silenzioso, fermo, quasi stia osservando ogni mio singolo movimento. Una lacrima sfugge al mio controllo ma l’asciugo subito con il dorso della mano perché è arrivato il momento di andare, di iniziare la mia nuova vita. Scaccio via la tristezza, la nostalgia che ero sicura presto si sarebbe fatta sentire e faccio esplodere la felicità e l’euforia per ciò che di nuovo mi aspetta. Faccio un lungo respiro, infilo le mie Jimmy Choo e liscio la camicia portafortuna verde bottiglia, che indosso nei momenti importanti. Do un’occhiata ai documenti e al biglietto aereo. Il mio cuore batte forte mentre finalmente muovo i primi passi verso la libertà. Verso la vita che ho sempre sognato. Mi resta solo la parte più difficile: dire addio alla mia famiglia. Loro sono l’unico legame con questa città. Infilo il blazer, chiudo la valigia e metto nella borsa tutto il necessario per partire alla volta della città che accoglierà la nuova me, così come ha già accolto le migliaia di sognatori che hanno imparato a non arrendersi. Porterò con me un’unica foto che guarderò ogni giorno, per ricordare chi sono. Chiudendo la porta do un ultimo sguardo e dico addio alla mia vecchia vita. Scendendo le scale respiro a pieni polmoni i profumi che mi sono familiari. Di sotto, la mia famiglia mi attende.  Li saluto con un bacio, li abbraccio sorridendo a mia volta, perché voglio che capiscano che il passo che sto per fare mi rende felice. Potrei dire mille parole ma sono i miei occhi a parlare per me, mi volto e vado via. Sono pronta ad affrontare tutto quello che la vita ha in serbo per me. Dopo tanta pioggia, non può che uscire solo un grande arcobaleno. Mi dirigo verso l’uscita e lì la vedo, la mia grande opportunità.


 1


Linda Everson

Sento l’odore del caffè pungermi il naso, inizio ad aprire gli occhi piano per abituarmi alla luce del mattino, rimango ferma e immobile sdraiata sul mio letto, fissando il soffitto completamente bianco. Mi diverto a tracciare linee e contorni dai colori più disparati, immaginando di disegnare su una grande tela sprazzi della vita che ho deciso di vivere. Amo i colori, credo siano una costante fondamentale in ognuno di noi. I colori sono vita e ognuno dipinge il proprio quadro secondo le sfumature delle proprie scelte. La vita infatti è fatta di scelte, scelte che avrei potuto fare e che invece non ho fatto e di attimi, invece in cui la possibilità di scegliere non l’ho proprio avuta. Ho imparato nel corso del tempo, che ci sono situazioni che cerchi mentre altre ti vengono a cercare. Non hai scelta, arrivano e dopo non sei più la stessa. Ed è a quel punto che bisogna capire se tirare fuori il coraggio e affrontarle, oppure se sia meglio tagliare la corda e scappare via. Io ho scelto di affrontarle! Ho deciso di dare una svolta alla mia vita, correndo verso sogni che per tanto tempo sono stata costretta a tenere rinchiusi. Farò in modo che i toni del grigio e del nero non sovrastino i colori vivi che mi caratterizzano. La mia anima è verde di speranza, il mio cuore è di un rosso intenso, e l’azzurro di un cielo che mi mette allegria abbraccia il giallo di un caldo sole che illumina il mio cammino. Nonostante le paure e le cicatrici ancora aperte, neanche per un secondo ho smesso di rimanere attaccata a quello in cui credo, voglio vivere la mia vita d’ora in poi. Lascerò che il cuore mi guidi, e troverò la mia vera identità. Mi giro sul fianco e abbraccio il cuscino, unica compagnia nelle notti perfide. Alzo lo sguardo verso il comodino, e come se avessi preso la scossa scatto in piedi. Sono in un ritardo bestiale e ancora devo preparami, la sveglia non ha suonato, di nuovo, sempre che io non abbia dimenticato di impostarla... di nuovo. Esco dalla mia camera e corro in bagno, mentre Ellison ride guardandomi. “Linda, ancora? Devo regalarti un impianto di allarme da mettere in camera, forse così riuscirai ad essere puntuale al lavoro. E anche a dedicare un po’ di tempo alla tua migliore amica degnandoti di fare colazione insieme a lei” dice fingendosi offesa. Quasi ogni mattina mi dice la stessa cosa. E ha ragione. Seduta sullo sgabello dell’isola della cucina mi fissa mentre cerco di fare più in fretta possibile, se ne sta lì beata mentre io vado su e giù tra bagno e camera da letto.                                                                                            “Ellison hai ragione, perdonami. Sai che ti voglio bene ma il tuo caffè è orribile” urlo mentre prendo dentro al cassetto l’intimo da indossare e sorrido. Si ostina a fare un doppio caffè forte che, a suo dire, dovrei bere senza zucchero. È pazza, quella è una tazza di veleno! Torno in bagno, mi trucco velocemente e spazzolo i capelli. New York in primavera è spettacolare, tutto fiorisce, e anche se si tratta di una città caotica con enormi grattacieli l’aria è d’avvero frizzantina, e non parlo solo del tempo ma anche dell’umore di chi ci vive. È tutto così frenetico, ma nonostante questo, il sorriso stampato sul viso della gente è contagioso, quando li incroci per strada. Anche io sorrido, anzi ultimamente lo faccio spesso. Specie quando mi sveglio e sogno ad occhi aperti o quando vado al lavoro. Il lavoro che mi permetterà di realizzare il mio grande sogno. Metto una camicia color nocciola e un jeans nero dal taglio largo e ci abbino un sandaletto tacco a spillo. Guardo per un momento la mia immagine riflessa allo specchio e vedo una donna pronta ad affrontare il mondo, perlomeno all’apparenza! Sono cosciente delle angosce e delle paure che ancora mi perseguitano. Esco di corsa dal bagno, Ellison sta ad aspettarmi seduta ancora all’isola della cucina. “Pronta, finalmente?” mi canzona e io alzo gli occhi al cielo. “Tu non devi andare a prepararti? Lo studio non aspetta le tue direttive per il prossimo party da organizzare?” uso il suo stesso tono per ricordarle che anche lei ha i suoi impegni. All’inizio regge il mio sguardo come a voler rispondere a tono, poi cambia e s’illumina come sempre quando deve darmi una bella notizia. “Sì, assolutamente! Sono entusiasta perché ieri ci sono arrivate parecchie proposte, due in particolare hanno catturato la mia attenzione: una festa in maschera e un party parecchio particolare per un’azienda molto famosa che promuove nuovi prodotti” ecco lo sapevo!  Ellison è la migliore nel suo lavoro, organizza eventi per l’alta società di New York. Si è trasferita qui circa tre anni fa ed è riuscita in poco tempo a scansare la concorrenza. È molto precisa, tutto deve essere perfetto e un suo evento finisce sempre sui migliori giornali di gossip della città, per l’affluenza di gente facoltosa e famosa che vi partecipa. Ci conosciamo ormai da una vita grazie ai nostri padri che lavorano nello stesso ospedale, siamo cresciute nella stessa città, abbiamo frequentato le stesse scuole e dalla prima volta che ci siamo presentate non ci siamo più separate. Lei la tipa tosta, io la tipa testarda, siamo complementari.  Nel momento in cui ho deciso di cambiare vita mi ha accolta a braccia aperte in casa sua. Ci è voluto un po’ per convincermi a fare un passo del genere, ma è anche grazie a lei se oggi sono qui a lottare per me stessa e per il mio futuro. “Bene, sono molto felice per te, so quanto tieni alla tua carriera e so che anche in queste due occasioni non mancherà un titolo di giornale in prima pagina che ti elogerà per il lavoro ben fatto” le strizzo l’occhio sorridendole. Mi fa una linguaccia e spostandosi i capelli di lato con fare teatrale, mostra quella sua sicurezza che tanto adoro e dice: “Lo so!” sorride puntandomi contro un dito “E tu, hai deciso di presentarti al colloquio per quella casa di moda che mi dicevi?” Mi stringo nelle spalle e faccio un sospiro. “Penso di non essere ancora pronta, vorrei modificare un attimo i modelli, o aggiungere qualcosa, devo revisionarli in modo che siano perfetti, sai come sono fatta”. La verità è che mi manca il coraggio. Mi siedo di peso sullo sgabello della cucina, affranta. “Linda, in cuor tuo sai già che sono perfetti, ti manca solo un po’ di coraggio, trovalo e corri verso il tuo sogno” mi prende una mano e la stringe. Mi conosce, e senza che io dica nulla riesce a capire cos’è che mi frena. Forse ha ragione, disegno vestiti da quando ero una bambina, i miei modelli hanno un tocco unico tutto mio e forse è proprio per questo che ho paura; non so se piaceranno, ed emergere nel campo della moda e diventare una stilista affermata non sarà facile. “Lo farò, te lo prometto. Prenderò quei disegni e mi presenterò al colloquio” prometto più a lei che a me stessa. Voglio fare questo passo, sono venuta qui per dare una svolta alla mia vita. Sono intenzionata ad andare fino in fondo, e prima o poi giuro che tirerò fuori quel coraggio che si nasconde per paura. Lei sorride e guarda l’orologio “Corri, è già tardi, il lavoro ti aspetta”. Ogni volta che parlo con Ellison di questo, mi sento sempre un po' più sicura di me. Afferro la giacca e la borsa, do un bacio alla mia amica e corro velocemente verso la mia auto. Fortuna che il mio appartamento non dista molto dal luogo in cui ho deciso di andare, e il traffico sembra sia fluido, grazie al cielo, Mike mi ucciderà se tardo. Parcheggio nella strada laterale che costeggia la mia caffetteria preferita e mi preparo alla colazione più buona del mondo: adoro questo posto, da Carlo’s Bake shop, trovi una vetrina intera di dolci, tutti molto colorati e golosi, è la più famosa qui e per giunta Carlo ha origini italiane. C’è fila così mi metto in coda e aspetto il mio turno sperando arrivi presto. Mi piace qui, sembra di essere in un mondo fatto di panna montata, tutto sa di buono e l’odore che arriva da dietro la cucina ti invita ad assaggiare di tutto, ogni cosa qui dentro è di una bontà assoluta.  Prendo un cappuccino e un muffin al cioccolato per me, e da portare via un cupcake alla crema con caffè per Mike. Mi siedo e mi perdo ad assaporare questo dolce che sa di crema alla vaniglia e cioccolato, una goduria per il mio palato. Finisco in fretta, rimproverandomi mentalmente del fatto che se solo la mattina riuscissi a svegliarmi prima non dovrei fare tutto di corsa. Arrivo con cinque minuti di ritardo alla Casa di Moda. Corro verso il mio settore dove Mike è già a lavoro. “Buongiorno, per farmi perdonare ti ho portato la colazione, ti prego di non uccidermi” dico prima che sia lui a parlare spalancando la porta del suo ufficio. Mi guarda con i suoi occhi color nocciola e il suo solito sorrisetto sfrontato, “Dolce alla crema e caffè?” chiede. Accenno un sì con la testa e allungo il braccio con la scatola di Bake shop. Lui l’afferra prontamente, “Perdonata! Ma solo per questa volta” e mi stampa un bacio sulla guancia. Mike è il mio collega nonché amico, barra consigliere, barra fidanzato nel momento in cui qualcuno nei locali inizia a darmi fastidio, perché lui sa che odio essere importunata. Conosce il mio passato e sa delle mie fragilità. Usciamo sempre insieme io, Ellison, Mike e il suo fidanzato storico David: stanno insieme da otto anni, il che per me è surreale visto che io l’amore vero non so cosa sia. Non so cosa voglia dire essere coccolata, viziata da un uomo che dovrebbe amarmi per come sono senza cambiare nulla di me. Scaccio via questi pensieri che ho sepolto a Miami, non voglio aggrovigliarmi la mente tornando indietro nel passato, un passato che voglio a tutti i costi dimenticare. Mi concentro sul mio lavoro, il mio obbiettivo principale. “Bene, oggi cosa dobbiamo revisionare? Ieri abbiamo visto tutta la nuova campagna, è favolosa Mike, credo che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Ai piani alti saranno contenti di noi” dico entusiasta sedendomi sulla sedia posta vicino alla scrivania. Lui continua a mangiare il suo dolce e a bere caffè. “Sì, oggi c’è la seconda revisione dei modelli insieme agli altri collaboratori, dobbiamo sbrigarci”. Io e Mike ci siamo trovati a lavorare insieme unendo i nostri talenti, lui sceglie i tessuti e si occupa di definire i capi e io mi occupo del progetto pensato dallo stilista, siamo quasi sempre d’accordo su tutto, abbiamo lo stesso gusto e questo ci facilita in tante cose. Finisce il suo dolce lamentandosi del fatto che avrebbe voluto fosse più grande. Se lo scopre David lo uccide, a casa si ostina a fargli mangiare verdure per mantenere la linea. Poco dopo ci dirigiamo verso la sala prove, tutti sono pronti ai propri posti tra sarte e modelle.  “Linda preparati, inizia la lotta al massacro” mi punzecchia lui bonariamente sedendosi affianco a me ai bordi della passerella. Sorrido divertita “Non vedo l’ora” gli rifilo una smorfia, sistemo il mio blocco da disegni sulle gambe e mi dedico a quello che so fare meglio. Le ragazze scorrono davanti a noi per ore mentre controlliamo i tessuti, abbiniamo i gioielli, apportiamo le ultime modifiche e stiamo attenti ad ogni minimo particolare. Per tutta la mattinata lavoriamo incessantemente, la sfilata sarà tra qualche settimana e dovrà essere tutto perfetto nel momento in cui il grande capo verrà a visionare di persona il lavoro finito. “Linda direi che è ora di una pausa” dice d’un tratto Mike, e io mi accorgo che, intenta a controllare tutti i modelli, non mi sono resa conto fosse già ora di pranzo. “Sì, andiamo a tuffarci in un mega sandwich, ho bisogno di tante calorie.” Dico stremata. “Anch’io, così ci organizziamo un po’ su cosa fare per la serata, dobbiamo uscire, rilassarci ci farà bene, ho bisogno di litri d’alcool per affrontare queste giornate”. “Non ho voglia di uscire, chiedi ad Ellison, io ho un po’ di lavoro da fare a casa” lui ancora non sa del colloquio che voglio fare. “Va bene, come vuoi. Non insisto, sai che non sono il tipo. Resta pure a poltrire sul tuo divano mentre noi ci scoliamo delle birre direttamente dal dispenser che si trova sul bancone” la sua battuta mi fa ridere, mentre finge indifferenza. Lo fa apposta! “Brutto stronzo che non sei altro, ho visto la tua faccia di merda, sai? E non ridere, stavolta non ci casco”. Puntualizzo! E a testa alta gli passo davanti, ogni volta fa così e io poi sono costretta a cedere, preferisco una serata tra amici, che poltrire sul divano, e lui questo lo sa fin troppo bene. Ma questa volta non cedo, voglio davvero starmene un po' da sola e lavorare sui disegni magari mi convinco a fare quella benedetta chiamata per il colloquio. Sistemiamo le ultime cose in ufficio continuando a punzecchiarci, e ci affrettiamo a prendere l’ascensore come sempre pieno di persone. Usciamo dall’ufficio diretti al Petite Parisienne, uno dei ristoranti dove propongono sandwich di ogni genere. Si trova poco distante da noi quindi decidiamo di arrivarci a piedi. Oggi è una giornata di sole, l’estate è alle porte e a quest’ora per strada si iniziano a sentire i caldi raggi solari che riflettono sui grattacieli. Entriamo nel Pub e l’aria condizionata mista al profumo di patatine fritte mi manda in estasi. Siamo seduti al bancone quando Henry, il proprietario, ci vede e si avvicina. “Bellezza, finalmente ti rivedo!” Mike mi dà una gomitata, sa che Henry mi fa la corte da un sacco di tempo, ma io non intendo andarci oltre, è un bel ragazzo: occhi castani, capelli neri e zigomi pronunciati; ma non sono pronta, per il momento. “Henry, ciao, io e Mike vorremmo un mega sandwich. Cosa ci proponi?” fingo di non aver sentito ciò che ha appena detto, per evitare qualsiasi conversazione che non riguardi il cibo. “Se volete affidarvi a me, vi propongo una novità” dice con un sorriso smagliante. Sembra convinto della sua nuova ricetta, quindi entrambi accettiamo. Mi piace molto questo posto, si mangia benissimo e i piatti sono subito serviti. Infatti non faccio in tempo a formulare questo pensiero che Henry ritorna dieci minuti dopo, con le nostre ordinazioni. “Ecco il sandwich Lindaparisienne” cantilena lui. Mike si copre gli occhi con le mani, mentre io guardo Henry sconvolta. “Hai dato il mio nome ad un sandwich, Henry?” rimango a bocca aperta, spero di non aver sentito bene. Lui mi guarda soddisfatto “Sì, è un sandwich dal sapore deciso, l’impasto è leggero, fuori la crosta croccante al primo morso ma l’interno è un cuore di morbida carne” non so se il suo è un doppio senso o altro. Devo ridere o sentirmi lusingata? “Grazie, Henry è davvero carino da parte tua” rispondo, sono certa che le mie guance siano più arrossate del solito. Non so davvero come comportarmi. Lui mi prende la mano e la bacia “Sei tu carina, Linda.” Rivolgendomi uno sguardo languido. Sprofondo nell’imbarazzo più totale, riesco solo a sorridere a questo ragazzo che a modo suo ha cercato di farmi sentire importante. Se ne va soddisfatto e convinto di aver in qualche modo fatto colpo su di me. Non sa, però, che il mio cuore è diviso in mille pezzi. Come un puzzle impossibile da costruire, perché i pezzi mancanti sono troppi. “Mike, ti prego, finiscila” da quando Henry se ne è andato non fa altro che ridere e chiamarmi con il nome del sandwich: “Lindaparisienne”. “Sbrigati a mangiare, così possiamo tornare al lavoro, c’è tanto da fare.” Lo rimprovero con la speranza che la smetta. Sorride ancora “Certo Lindaparisienne, ordinerò sempre questo sandwich; ha un bellissimo nome ed è anche ottimo!” sentenzia. Con una gomitata lo costringo a terminare il suo pranzo e stare zitto, so già che non mi lascerà in pace per il resto della giornata. “Potresti dare un’occasione a questo ragazzo è così carino” dice mentre finisce di bere la sua acqua minerale. “Mike sai come la penso. Non uscirò con quel ragazzo” rispondo con tono duro. “Potresti provarci, non puoi sapere come potresti sentirti, datti una possibilità” incalza lui. Conosce il mio passato, e so che mi dice queste cose solo per il mio bene. “Mike, nel momento in cui arriverà l’uomo che mi farà battere il cuore, ti prometto che farò di tutto per lasciarmi andare” lo dico più a me stessa che a lui in realtà. Posso fidarmi di qualcuno a tal punto da lasciarmi andare? Non credo proprio, ho già sofferto abbastanza e non ho intenzione di soffrire ancora. La mia libertà viene prima di tutto. Torniamo al lavoro appena terminato il pranzo, il sandwich era ottimo quindi abbiamo ringraziato Henry, che non ha perso occasione per rivolgermi innumerevoli complimenti. Ci tuffiamo a capofitto sul lavoro, e ovviamente Mike continua a torturarmi e a ridere senza ritegno prendendomi in giro per il resto della giornata. Cerco di ignorarlo, ma è impossibile! Mike ha un carattere esuberante, frizzantino, amo i suoi modi di fare che mi mettono sempre allegria, anche quando esagera come in questo momento. È tarda sera quando rientro in casa, sono stanchissima ma allo stesso tempo mi sento felice e soprattutto viva. Mi chiudo la porta alle spalle e mi dirigo in cucina. Trovo Ellison già pronta per uscire stretta nel suo mini vestito che io ho disegnato e Mike ha reso realtà. “Ehi ciao, bello questo vestito, direi che ti sta a pennello.” Fa una giravolta per farmi ammirare il tutto. “Buonasera anche a te, perché hai deciso di non venire con noi?” Dritta al punto come sempre, mi punta quel suo sguardo omicida mentre beve il suo drink. “Stasera sono stanca, voglio lavorare un po’ al mio progetto e poi andare a dormire. Oggi ci hanno letteralmente distrutti” faccio una smorfia. “Sì, Mike mi ha accennato qualcosa, ormai manca poco alla sfilata, dunque posso immaginare.  Io ho definito i dettagli con il responsabile che ci ha contattati per la festa in maschera, dovresti vederlo è un figo da paura. Ovviamente tu verrai alla festa e non accetto un rifiuto”. Quando Ellison dice così sarà una lotta a tempo perso, perché vince sempre lei. Tolgo le scarpe e mi stendo sul divano, ci penso un attimo “Non so, vedremo. Dipende”. “Dipende da cosa?” vedo già il fumo che le esce dalle orecchie. “Da cosa non lo so, sai che non amo le feste in maschera, mi rende nervosa non sapere chi ho difronte” ammetto con sincerità. Già faccio fatica a fidarmi delle persone guardandole in faccia, figuriamoci se indossano anche una maschera, non è il genere di festa che fa per me. “Ci saranno anche Mike e David, starai con loro e poi la maschera devi indossarla solo dentro il locale, fuori puoi fare ciò che vuoi. Ci divertiremo, vedrai. E poi magari potrai fare nuove conoscenze” mi dice allusiva. Mi pietrifico alla parola nuove conoscenze; ma perché tutti credono che io abbia bisogno di un uomo? Ellison conosce la mia storia, ma cerca sempre di spingermi a conoscere nuova gente. Insiste nel farmi capire che nonostante abbia avuto una brutta esperienza non significa che devo chiudermi alla possibilità di innamorarmi di nuovo. Ed è divertente che sia proprio lei a dirlo... Lei che qualche mese fa ha lasciato l’amore della sua vita perché non si sentiva pronta a sposarlo. Metto via questi pensieri negativi e la vedo lì, mi fissa e aspetta una mia risposta con quegli occhietti dolci da furbetta, ormai sa come ottenere ciò che vuole, mi conosce troppo bene. Non do a vedere che sono un po' turbata e le sorrido. Ha già capito che ci andrò, ma non voglio dargliela vinta, così le lancio il cuscino in faccia e lei ringhia. “Sei impazzita? Mi rovini il trucco, ci ho impiegato ore a sistemarmi, sai come sono fatta”. Io scoppio a ridere. È così bella che non avrebbe bisogno del trucco: capelli biondi, fisico asciutto e palestrato, occhi colore del cioccolato, è una donna sicura di sé. La invidio un po’ per questo, lei riesce a mostrarsi completamente per quella che è, mentre io ci metto un po’ di più a mostrarmi per quella che sono. “Sei bella anche senza trucco!” le dico sincera. “Grazie tesoro. Sicura che non vuoi venire?” si avvicina a me prendendo la mia mano. “No, stasera passo, divertitevi” ricambio la stretta e le do un bacio. “Va bene, a domani piccola insolente”. In risposta le rivolgo una linguaccia. Esce di corsa di casa, è in ritardo e Mike la sbranerà appena salita in macchina; lui non sopporta i ritardi. Rimango da sola in questa casa che ormai da un anno e mezzo è diventata la mia casa, è grande abbastanza da vivere comodamente in due: la cucina dal taglio moderno, un’isola che occupa metà della stanza, divano girevole con camino e televisore frontali. Due camere da letto e due bagni. La parte che amo di più rimane la veranda, che io ed Ellison abbiamo sistemato con divanetti e cuscini e tante piante, sembra di stare in una piccola oasi a New York. Ho bisogno di una doccia, ho intenzione di cucinare qualcosa di sano stasera.  Faccio intanto partire la mia playlist, e dalle casse a tutto volume si sente Faded di Alan Walker. Questa canzone è bellissima. Mi piace ascoltare musica quando sto in casa, mi rilassa e mi mette di buon umore. La doccia non fa sparire del tutto i miei pensieri che corrono ovunque. Ci sono momenti in cui mi sento del tutto positiva, poi basta una parola o un gesto per farmi sprofondare in un mare di angosce, avrà mai fine tutto questo? Esco dal bagno che sono già vestita, mi sono messa in tuta, e mentre prendo l’occorrente che mi serve per prepararmi la cena, ripenso alla mia vita. Sono cambiata molto negli ultimi tempi, ho dato una svolta del tutto inaspettata visti i trascorsi di qualche tempo fa. Tutti facciamo scelte sbagliate, ma credo che alla fine tutti abbiamo la possibilità di rimediare e cambiare le cose. Sto lavorando molto su me stessa, è vero ho ancora tante paure da affrontare, ma non mi arrendo, voglio lottare, sono caduta una volta e mi sto rialzando piano piano, non lascerò che accada ancora. Non voglio pensare quanto sarà lungo il tragitto, voglio pensare alla meta perché nel momento in cui ciò che desidero sarà mio, allora l’eco dei miei passi sarà solo un lieto ricordo. Le mie cicatrici rimarranno lì, di questo ne sono consapevole, ma non c’è vittoria senza una ferita di guerra e non c’è arcobaleno senza una pioggia. Mi siedo in veranda, l’aria è un po' fresca. Mi piace! Mangio con gusto un piatto di pappardelle ai funghi, amo la cucina italiana e quando ho tempo cerco sempre di preparare una delle ricette che la mia bisnonna ha lasciato nei suoi appunti. La mamma li custodisce gelosamente. Poso il piatto sul tavolino, e mi sistemo comoda sul divano con un bicchiere di vino rosso: inizio a guardare dettagliatamente i modelli da presentare alla Casa di Moda che punto da un po’. Se sarò fortunata li produrranno presentandoli al pubblico, io al momento non posso permettermi di produrre un’intera collezione e mettere su una sfilata. Non voglio chiedere aiuto a mio padre, che mi finanzierebbe volentieri. Voglio farlo da sola e voglio arrivare al mio obbiettivo con le mie forze e il mio talento. Riguardati attentamente i primi tre modelli inizio a sentirmi stanca, poggio la testa sul cuscino per rilassarmi. 


FB: Cordero Edizioni Srls
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Titolo: Gioca con tuo padre
Autrice: Federica P. Amadori


Una trama misteriosa e un avvincente romanzo. Cordero Edizioni, come sempre sceglie la narrativa di qualità e gli autori più selezionati per le sue collane librarie. Il prezzo di copertina è di 12,99 Euro.
La presentazione del libro si terrà il prossimo mese di settembre, la data a causa dell’emergenza sanitaria, sarà comunicata con tempestività attraverso i canali media e social ufficiali.


Trama

È possibile l’amore oltre la morte? 
È possibile l’amore attraverso la morte?
Sono i misteri che deve affrontare la dotto-
ressa Laura Randazzo, quando dalla Sicilia accompagna a Genova una bambina di nome Nora perché venga studiata da un’équipe di esperti: la piccola, che si esprime solo per iscritto o attraverso la lingua dei segni, è in grado di comunicare con uno spirito dall’aldilà. Ma ora anche un’altra presenza si serve di Nora per inviare messaggi alla dottoressa. Qualcuno che conosce Laura e il suo recente, drammatico passato.


Biografia

Federica Piera Amadori, genovese, dopo essersi occupata del restauro di affreschi e avere lavorato nel campo della moda, ha esordito nella narrativa con il romanzo Amari spicchi d’arancia (Le Mezzelane Casa Editrice, 2018). Nel 2019 è stata ospite con il suo primo romanzo, al Salone del Libro di Torino.